I numeri dei contagi nella zona rossa restano preoccupanti: nei 28 centri ‘blindati’ dall’ordinanza del governatore Toma, i casi sono un migliaio con Campomarino e Termoli che insieme registrano oltre 500 positivi accertati. La variante inglese non sta risparmiando il basso Molise. L’ospedale San Timoteo è al collasso. Sempre più i pazienti con difficoltà respiratorie, febbre e tosse. Dopo lo stop ai ricoveri ordinari sottoscritto già domenica, 19 sindaci del basso Molise diffidano la Asrem:, chiedono al direttore generale Florenzano di restituire all’Ospedale di Termoli la funzionalità minima necessaria a garantire il pubblico servizio, oggi ripetutamente interrotto per effetto delle scelte legate alla gestione della pandemia Covid. Francesco Roberti e gli altri 18 sindaci chiedono la immediata riapertura del Vietri di Larino, o di altra struttura, alla luce della notevole pressione che insiste sul Cardarelli.
Il sindaco di Termoli e i colleghi nella diffida, inviata ai vertici dell’Asrem, al presidente della Regione e per conoscenza anche al ministro Speranza e alla Procura di Larino, scrivono anche che il personale del San Timoteo non è dotato di adeguati e specifici requisiti per fronteggiare questa emergenza.
La situazione nelle ultime ore si è aggravata anche a Guglionesi: due ragazzi, poco più che trentenni, sono stati ricoverati d’urgenza con una grave insufficienza respiratoria.
Diversi comuni come valido supporto, istituendo veri e propri centralini, si sono messi a disposizione di tutti gli anziani over 80 che vogliono aderire alla campagna vaccinale.
Non poche difficoltà per quanti lavorano in fabbrica: nel nucleo industriale di Termoli il protocollo di sicurezza anti-Covid detta regole rigide. Il 5 per cento dei lavoratori delle aziende del Nucleo, tra personale contagiato e quella in quarantena precauzionale, è fermo.

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