Stefano Buono, del Pd, presidente di Partecipazione Democratica, interviene sull’emergenza sanitaria affermando:

“La gestione dell’emergenza pandemica aveva evidenziato sin da subito, ovvero dalla prima ondata della primavera del 2020, le difficoltà strutturali della sanità molisana che affondano le radici in scelte politiche contradditorie e profondamente sbagliate. Poteva essere questa l’occasione per ripensare il modello di sanità partendo dalla consapevolezza della necessità di un rilancio delle strutture pubbliche. Purtroppo, assistiamo da un lato ad un disastro nella gestione emergenziale e dall’altro all’assenza di qualsivoglia provvedimento che rilanci e dia dignità alla sanità pubblica.

Il Cardarelli di Campobasso è saturo e non vi è più capienza per i posti in terapia intensiva, sia Covid che no – Covid, indi per cui i livelli essenziali di assistenza non sono più garantiti. La stessa possibilità di accesso alle strutture ospedaliere per interventi, terapie e cure per patologie croniche o, addirittura, per casi di emergenza – urgenza e patologie tempo dipendenti risulta gravemente compromessa. La scelta di individuare il Cardarelli di Campobasso come struttura Covid dedicata sta, come era ampiamente prevedibile, producendo la pericolosa situazione sopra descritta. Oltretutto lo si è fatto disponendo un bando di gara per l’esecuzione dei relativi e necessari lavori di adeguamento che saranno ultimati tra qualche mese, quindi solo ad emergenza terminata, e che costeranno circa quattro milioni di euro. Appare incomprensibile e lo è ancor di più se consideriamo che questo avviene nonostante abbiamo due strutture, il SS Rosario di Venafro e il Vietri di Larino, moderne e funzionali che continuano ad essere inutilizzate. Il Vietri di Larino era stato inizialmente addirittura individuato anche da un atto del Consiglio Regionale del Molise come Covid – Hospital. Sarebbe stata, questa, l’occasione ghiotta e necessaria per ripensare il modello di sanità nella nostra regione partendo dall’investimento sulla sanità pubblica così tanto depotenziata negli ultimi decenni, e recuperare strutture come il Vietri di Larino e il SS Rosario di Venafro. Quest’ultima struttura, non mi stancherò mai di ripeterlo, storicamente era capace di chiudere il bilancio in attivo e di attrarre pazienti da fuori regione producendo la cosi detta mobilità attiva che tanto fa bene ai territori e ai bilanci delle Regioni.

Ciliegina sulla torta, o apice della follia politica ed amministrativa, è il progetto di un nuovo ospedale da edificarsi a Monteroduni, quindi a pochi passi dal SS Rosario, che costerebbe oltre cento milioni di euro. Serve davvero un dibattito grande e forte per affrontare l’emergenza in atto ma anche per delineare il futuro modello di sviluppo sanitario. Azioni e dibattito inesistenti nello sconcertante silenzio dei Nostri massimi rappresentanti istituzionali”.

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