Continua, a colpi di botta e risposta, la polemica sul destino dell’ospedale di Agnone. C’è chi, come Andrea Greco, attacca il sindaco Saia, Di Lucente e Florenzano, e chi, come Vincenzo Scarano chiede al Comune di fare ricorso al Tar per la nomina di un commissario ad acta. Ma partiamo dal portavoce Grillino che afferma: «In tempo di Covid, restrizioni a parte, tutto è consentito, in particolare le sciagurate dichiarazioni rilasciate alla stampa da qualche buontempone. Nelle ultime ore – continua Greco – mi segnalano due supereroi protagonisti di un fatto talmente scontato da spingere il sindaco di Agnone ad incensarli. Parliamo della riattivazione del punto tamponi e dell’apertura di un punto vaccini in alto Molise, i cui promotori sarebbero Andrea Di Lucente e Oreste Florenzano. Ebbene in una regione considerata normale, tale operazione passerebbe come un provvedimento dovuto, nei confronti di una popolazione in prevalenza formata da anziani che per troppi mesi è stata costretta a percorrere decine di chilometri per un semplice prelievo. In Molise, invece, l’annuncio dato da Saia assume toni quasi trionfalistici a dimostrazione di quello che è diventata la politica. Tuttavia – sottolinea Greco – Saia dimentica chi sono i due supereroi. Si tratta di Andrea Di Lucente che, se non ricordo male, avrebbe voluto trasformare il ‘Caracciolo’ in un mero centro geriatrico senza Pronto Soccorso e di Florenzano che, ancora oggi non vuole riattivare le moderne sale operatorie del ‘Caracciolo’ e fa finta di non capire che servono macchinari, personale medico e infermieristico, ambulatori e altro ancora. Il tutto, non perché lo dice Andrea Greco, o per un capriccio di chi si ostina a vivere in montagna, ma perché lo ha voluto Roma con un decreto ministeriale il quale riconosce l’ospedale di “Area particolarmente disagiata”. Florenzano dovrebbe saperlo a memoria. Fin qui Greco, ma al portavoce grillino bisogna aggiungere anche Vincenzo Scarano che propone una soluzione radicale dicendo: «Il Piano operativo sanitario non è stato attuato per l’ospedale di Agnone? Bene, si faccia immediatamente ricorso al Tar senza ulteriori tentennamenti, chiedendo il commissariamento dell’Asrem, una soluzione giuridica che la legge mette a disposizione del cittadino. Se la pubblica amministrazione è inadempiente rispetto al piano sanitario, c’è la possibilità di chiedere al Tar, di nominare un commissario ad acta che faccia quello che la pubblica amministrazione non ha saputo o voluto fare».

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