Grande la soddisfazione di Emilio Izzo, portavoce del Comitato In seno al Problema, per il ritorno dell’attività di chirurgia al seno all’ospedale di Isernia. Infatti, complice il Covid, che ha riempito di pazienti il reparto di Terapia Intensiva del Cardarelli, due delicati interventi chirurgici sono stati programmati al Veneziale, proprio perchè ci sarebbe potuto essere bisogno di un passaggio in Rianimazione. In sostanza un evento episodico, prodotto dall’emergenza Covid, ma sufficiente a far suonare le campane a festa da parte del Comitato nato in difesa di Senologia a Isernia:

“Due pazienti ricorse alle cure dei medici del reparto di chirurgia del “Veneziale” di Isernia per gravi patologie al seno, sono state operate brillantemente da colui che era stato, fino alle note angherie, il responsabile del Centro Senologico del nosocomio pentro, il dott. Ettore Rispoli! La notizia risale a l’altro ieri giovedi 28, ma i vertici ASreM si sono guardati bene dal farla trapelare, ma la stessa è giunta a conoscenza del portavoce del Comitato “In Seno al Problema” (e non vi affannate, non saprete mai da chi!) che come noto si batte da oltre due anni per vedere riconosciuto un diritto acquisito in oltre venti anni di prodigiosa attività, riconosciuta, confermata ed osannata dalle centinaia di pazienti accorse, loro malgrado, dal Molise e dalle regioni limitrofe. Il Cardarelli non ha retto, inquinato di contagi e non all’altezza di poter dare risposte alle tante sfortunate, ha dovuto tramite i sanitari dell’ospedale regionale, far ricorso all’altissima professionalità di chi negli anni aveva prestato esemplare servizio al “Veneziale” fino allo scippo noto ai più e fino al barbaro incendio doloso appiccato a quel che rimaneva dell’ambulatorio medico nel silenzio “colpevole” dei vertici politici e tecnici! Adesso però si apre una strada senza possibilità di ritorno, due interventi che non possono costituire un caso altrimenti i ricorsi e le denunce correrebbero copiosi nelle procure! Ma aldilà degli aspetti per certi versi folkloristici messi in campo da questa dirigenza, adesso bisogna assolutamente rimettere mano alle bugie riferite in varie occasioni da Sosto, Scafarto, Florenzano e Toma, specialmente quelle raccolte direttamente da questo Comitato dalla viva voce della Scafarto (quando era direttore generale in attesa di cedere il testimone a Florenzano, ricevendo una nostra delegazione) e da Florenzano per bocca Toma in un vergognoso consiglio monotematico aperto al pubblico. Secondo questi scienziati, pur conferendo il reparto di senologia al Cardarelli, ad Isernia il Centro Senologico veniva comunque chiuso perché si operava senza i crismi della sicurezza e senza le professionalità del caso! Cioè, per venti anni ad Isernia si sono salvate tante donne in un Centro non autorizzato e non sicuro, ma a fronte di ciò l’ASreM pagava le prestazioni e si gonfiava il petto per i risultati ottenuti dai dottori Rispoli e Scarabeo in ogni luogo e circostanza! Ebbene dicevano il falso ieri ed oggi confermano la loro cattiva fede chiedendo allo stesso Rispoli di intervenire esattamente in quelle stesse sale operatorie e con quelle stesse professionalità dichiarate inidonee ed insicure da questi soggetti “vuoto a perdere” solo un paio di anni fa! Il quadro è chiaro e gli attori sono avvisati! Da domani, spero nessuna, ma chi dovesse ricorrere alle cure senologiche per le più svariate patologie e per eventuali interventi può chiedere di essere ricoverata nel reparto di chirurgia del “Veneziale” ed essere assistite o operate dal dott. Rispoli (in attesa di riavere con noi la dott.ssa Scarabeo)! Questo Comitato darà qualsiasi supporto operativo nel caso venisse richiesto e, specialmente, interverrà nel caso in cui si dovessero creare situazioni di diniego ad eventuali interventi al seno presso l’ospedale isernino. Personalmente sono a disposizione per supportare e perorare, con la discrezione del caso, qualsiasi paziente respinto con l’ausilio dei militari del NAS di Campobasso sempre dimostratisi sensibili e ligi al dovere, così come si conviene ai servitori dello stato! E dei cittadini!”.

 

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