A distanza di sei mesi dalla produzione della precedente interrogazione Comunale sulla vicenda della pubblica illuminazione è stato, purtroppo, necessario produrre un nuovo atto amministrativo, indirizzato al Sindaco e all’Assessore Valvona per chiedere contezza di quanto stia succedendo. La situazione continua ad essere fortemente critica, per utilizzare un eufemismo, e i nodi posti nella prima interrogazione, nella quale le risposte dell’Assessore competente erano state totalmente non soddisfacenti, restano completamente irrisolti. Venafro ha tutt’oggi un impianto vetusto, la Città è spesso al buio, ci sono problemi di sicurezza per i cittadini e di decoro. Il tutto determina scarsa vivibilità e poca attrattività per Venafro. Questo è il dramma che oggettivamente viviamo e siamo costretti a subire da anni. Purtroppo, però, esiste un’aggravante nel comportamento della Giunta che determina gravi profili di responsabilità ed è giusto ripercorrere ancora una volta la vicenda poiché è giusto che i cittadini conoscano la verità. Abbiamo un bando di affidamento in concessione ventennale dell’impianto di pubblica illuminazione aggiudicato esecutivamente in data 13 Ottobre 2017 e il cui contratto, secondo quanto prescritto dall’allora vigente codice degli appalti pubblici, andava firmato entro sessanta giorni. Il contratto in questione è stato firmato solo a distanza di diciassette mesi, ovvero il 29 luglio 2019. Il bando e i termini contrattuali statuiscono che l’opera di ammodernamento complessiva dell’opera da parte del privato concessionario-aggiudicatario: un moderno ed energeticamente efficiente impianto a led, va realizzata entro sei mesi dalla stipula del contratto e dall’inizio dei lavori. Dopo  18 mesi dalla stipula dello stesso registriamo uno stato d’avanzamento dei lavori che risulta essere embrionale. Anche non considerando il ritardo gigantesco e ingiustificato nella firma del contratto, abbiamo già sforato del 300 % la tempistica ma l’esecuzione dell’opera risulta essere solo ad uno stato iniziale. La situazione appare oltremodo grave. L’Ente comune, infatti, nei precedenti bilanci di previsione riportava il risparmio in termini di costi di gestione del servizio derivante dall’attuazione del bando. Un risparmio che viene riportato sin dal 2014 nell’importante piano di riequilibrio del debito. Risparmio che evidentemente non c’è stato. Il totale non rispetto dei termini contrattualmente previsti è maggiormente grave nella misura in cui la tempistica di 6 mesi è stata oggetto di offerta migliorativa e ha quindi consentito l’aggiudicazione dell’appalto all’attuale impresa piuttosto che a un’altra partecipante al bando. La situazione sopra descritta, i ritardi, le incongruenze, il mancato risparmio per le casse comunali, il non rispetto dei termini contrattuali, la mancanza di sicurezza e di decoro urbano, costituiscono una grave vicenda. Una vicenda che merita risposte da parte di questa Amministrazione che ci ha abituato a non darle, a soprassedere, a non decidere, a creare problemi e mai a risolverli. Tuttavia, la particolare gravità della situazione merita accertamenti anche dalle competenti autorità ed è per questo che l’interrogazione prodotta verrà inviata alla Corte dei Conti. (Stefano Buono)

 

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