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Evidenza - Interviste - 23 Gennaio 2021

Dalle recite con la nonna alla fiction del momento: successo, famiglia e progetti, Greta Ferro si racconta: “Ho i piedi ben piantati a terra”

Non solo moda, ma anche piccolo schermo. E poi ancora chissà. È il personaggio televisivo del momento. La modella e attrice molisana Greta Ferro, protagonista della serie “Made in Italy”, attualmente in onda su Canale 5 con ottimi ascolti, vive un battesimo artistico che è già consacrazione. Un successo travolgente, il suo, che in pochi mesi l’ha catapultata nell’olimpo dello star system italiano. Notorietà e carriera, ma sempre con i piedi per terra e il Molise nel cuore: “Da quando sono andata via, l’ho apprezzato ancora di più”.

“Made in Italy” per te è la serie tv della consacrazione, ma la tua avventura nel mondo della moda, prima, e del cinema e della tv, poi, com’è cominciata?

È iniziato tutto per caso: io sono andata a Milano per studiare, per frequentare l’università Bocconi, e per caso ho cominciato a lavorare come modella. Proprio tramite questo lavoro ho girato un cortometraggio che si chiama “La Giacca” con il brand Giorgio Armani e questo lavoro mi ha permesso di conoscere lo stesso Armani e anche di essere notata dai registi della serie “Made in Italy”. È da allora che studio, mi preparo e recito.

Il tuo ruolo in questa serie tv ambientata negli anni settanta è quello di una giornalista che si occupa di moda. Come sei entrata in questo personaggio?

C’è stata sicuramente tanta preparazione. È difficile in generale approcciarsi a una sceneggiatura e lo è soprattutto se non hai delle basi tecniche, come era per me fino a qualche tempo fa. Quindi ho studiato, ci siamo preparati tanto anche con i registi, abbiamo studiato il periodo storico, analizzato come poteva vivere una ragazza della mia età negli anni settanta.

In questa serie tv hai recitato, da protagonista, accanto ad attori importantissimi come Margherita Buy, Raoul Bova e molti altri. Come hai vissuto tutto questo?

L’ho vissuto molto bene perché è stata una grande fortuna quella di poter recitare accanto a pezzi grossi del cinema italiano. Loro, Buy e Bova, come tanti altri, come Mimì Bruschetta che interpreta mio padre. Tutti gli attori mi ha insegnato qualcosa, sul set si viveva una atmosfera di grande pace e di collaborazione, e così è stato bello e naturale essere accanto a persone tanto piacevoli, tanto aperte, tutti grandi professionisti.

Come la protagonista della serie anche tu sei partita dal sud per andare a Milano. Quando sei andata via da Campobasso eri consapevole delle tue potenzialità, delle doti che ti avrebbero poi rapidamente fatta arrivare al successo?

No, non direi. Anzi, sono arrivata ad avere una certa consapevolezza di me, anche della mia fisicità grazie al lavoro da modella, quindi è arrivato tutto praticamente tre anni fa. Avevo 22 anni quando sono diventata un po’ più consapevole di me, del mio aspetto, ma anche del mio carattere, di quelli che sono i miei punti di forza e le mie debolezze. Però ho avuto la fortuna di avere una nonna, la mia nonna materna abruzzese, molto creativa. Quando ero piccola, lei ci invitava a mettere in scena piccoli spettacoli teatrali in casa sulla base delle favole che ci aveva appena raccontato. Probabilmente, chissà, è da quando sono piccola che inconsapevolmente sono entrata a far parte di questo mondo.

Una passione che parte da lontano: come poi si è evoluta?

Intorno ai 16 anni ho iniziato ad appassionarmi al cinema, però in casa, nella mia intimità: guardavo tanti film e studiavo quelli che potevano essere i registi più importanti e quello che mi piaceva di più. Poi, nel momento in cui sono andata all’università, mi sono iscritta a una famosissima scuola di teatro, la “Paolo Grassi”, che è proprio accanto alla Bocconi. Ho frequentato un corso propedeutico di recitazione e quello mi ha fatto capire che quella sensazione che avevo sempre avuto alla bocca dello stomaco, non era solo una sensazione, ma in realtà un percorso che io avevo necessità di seguire per essere felice, tant’è che la prima volta che mi sono trovata su un set, quello del cortometraggio “La Giacca”, mi sono messa a piangere perché mi stava accadendo una cosa bellissima.

Quali sono i tuoi modelli? A chi ti ispiri?

Posso dire che ci sono molti attori che ammiro tantissimo e cito due nomi, Elio Germano e Pierfrancesco Favino, sono due attori eccezionali. Cito anche una attrice che mi è sempre piaciuta ed è Meryl Streep.

Quanto il Molise continua a influenzare la tua carriera visto che hai un bellissimo rapporto con la tua regione e qui hai i tuoi affetti?

Devo dire, con estrema onesta, che ho apprezzato il Molise nel momento in cui sono andata via. Perché ringrazio ogni giorno questa terra e soprattutto i miei genitori per i valori che mi hanno trasmesso. Sono i valori che si ritrovano da noi al sud, grazie a tutto quello che ci circonda. Avere avuto una educazione severa, rigida, ed essere cresciuta in mezzo alla natura, in maniera molto sana, mi ha sicuramente aiutato nella carriera perché ha innanzitutto aiutato me. Mi ha aiutato a stare con i piedi ben piantati a terra.

Come stai vivendo ora questo successo?

Non è che sia cambiato tanto nella mia vita. Sono contenta perché i miei lavori sono apprezzati e questo ovviamente mi rende felice dal punto di vista professionale, ma come renderebbe felice un qualsiasi altro professionista. Il successo non ha cambiato la mia vita, torno qui a casa a Campobasso, sto con la mia famiglia e con gli amici di sempre. E questi ovviamente sono valori che secondo me è molto più facile che si apprendano in città, province, regioni come la nostra.

Non solo Made in Italy. Hai recitato in altre importanti produzioni. Adesso cosa c’è nei tuoi progetti, anche se pure il mondo dello spettacolo, in questo momento, è messo in ginocchio dal covid?

Si sta vivendo un trauma anche in questo settore perché tutti i teatri e tutti i cinema sono chiusi, e questi sono il pane per i denti degli attori e di tutti quelli che lavorano nel campo. In questo momento non sto lavorando a nuovi progetti, sto studiando il più possibile e mi sto preparando con coach diversi, ne ho tre con i quali approfondisco tecniche e metodi recitativi diversi. Sto studiando il pianoforte e il canto. Avrei voluto cominciare a studiare anche il ballo, ma ovviamente adesso non è possibile.

E la moda?

La moda continua. Questo periodo, anche per la moda, è un periodo più fermo a causa del covid. Però per fortuna continua.

Il lavoro ti lascia il tempo per l’università?

Gli studi continuano però molto a rilento perché la mia priorità ora è la recitazione, è il mio lavoro, quello che ho scelto come mio lavoro. Tutto il tempo che ho libero lo impiego per studiare, per leggere, per prepararmi. Adesso è abbastanza difficile conciliare tre lavori insieme, perché anche lo studio è un lavoro!

Visto che ora sei molto famosa, sei diventata in automatico una ambasciatrice del Molise. Questo ti fa piacere?

È una fortuna contribuire a far conoscere una regione che è così bella e purtroppo tanto sconosciuta. Però vedo che tanti amici e persone del mio settore mi chiedono, si informano attraverso di me su quelle che sono le attrazioni molisane e io parlo, descrivo e invito tutti a venire a trovarci, a venire a scoprire il Molise.

 

 

 

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