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Attualità - Evidenza - Isernia - Regione - 22 Gennaio 2021

Punto nascita in aree interne, il Ministero risponde con un no: possono partorire a Isernia

Parere negativo alla proroga dell’apertura del punto nascita di Sulmona. Un “no” giunto dopo che la Regione Abruzzo aveva reiterato la richiesta di tenere aperto il punto nascita a servizio della popolazione residente in aree interne montane dell’Abruzzo, ottenendo anche il parere favorevole del Comitato regionale.

Nella relazione il Comitato nazionale per giustificare l’imposizione di chiusura sottolinea che non si arriva, come disposto dal Decreto Lorenzin, al minimo dei 500 parti l’anno, evidenziando oltretutto che l’ospedale di Sulmona non rientra tra quelli posti in zone disagiate e che i comuni ubicati in zone montane sono “pochi e con un disagio orografico modesto”. Comuni di montagna i cui abitanti, secondo il Ministero, possono scegliere soluzioni alternative fuori regione per partorire, raggiungendo l’ospedale di Isernia.

Un no che va contro le esigenze e i diritti di cittadini abruzzesi che vivono in zone meno popolate e sicuramente più disagiate e che si infrange con le promesse del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, il quale, aprendo gli Stati generali della montagna lo scorso mese di febbraio a Roccaraso, aveva sottolineato che l’emergenza Covid-19 aveva chiarito ancora una volta che alcuni diritti universali non sono negoziabili ma vengono prima dei vincoli di bilancio e lo Stato deve garantirli a tutti, facendo specifico riferimento anche a scuola e punti nascita

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