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Attualità - Evidenza - QD - Trivento - 22 Gennaio 2021

Fernando Di Berardino ci ha lasciato: con la tua dipartita vanno via tanti pezzi di storia triventina

Fernando Di Berardino ci ha lasciato: con la tua dipartita vanno via tanti pezzi di storia triventina. L’ultimo saluto da parte dell’ex sindaco Tullio Farina. “Caro Fernando, questa volta mi hai fatto un brutto scherzo, te ne sei andato in punta di piedi senza darmi la possibilità di salutarti. Ricordo che nel maggio del 1997, allorquando già combattevi con il male che ti aveva colpito, la prima cosa che feci, appena eletto sindaco, fu quella di venirti a trovare perché temevo il peggio, ma il tuo forte fisico, sebbene debilitato, riuscì a superare la fase critica. In tal senso hai sempre detto di essere stato miracolato da Padre Pio e che lo avresti sempre ringraziato per tutti gli anni in più di vita vissuti. Oggi è arrivato il giorno in cui ci hai lasciato, creando però un grande vuoto nell’animo tutte le persone, che sono tantissime, che ti hanno conosciuto e voluto bene. Sei stato sempre presente nella vita di tutti perché come dipendente comunale, responsabile dell’ufficio anagrafe, hai registrato momenti belli e brutti dell’intera popolazione triventina. In tale ruolo sei stato sempre disponibile e cortese per cui il nome di Fernando era sulla bocca di tutti. Nel periodo in cui sono stato assessore al personale ricordo la tua disponibilità nel risolvere tutti i problemi dei cittadini che nel periodo estivo venivano numerosi sul Comune per i certificati occorrenti per i sussidi in agricoltura. Con la tua dipartita vanno via tanti pezzi di storia triventina, legati a tutte quelle tue iniziative, figlie della tua intuizione e genialità. Tante sono state le idee brillanti concretizzate che riesce difficile a ricordarle tutte.  Ci proverò, elencando le principali. Restano legati eternamente al tu nome: la nascita dell’Archeoclub, il Palio delle contrade, l’associazione culturale Chepoe, il programma radiofonico di radio Europa Uno del bioritmo, i tuoi sistemi del totocalcio e del lotto, portati anche alla ribalta nazionale, le tue superbe interpretazioni teatrali, prime fra tutte “Natale in casa Cupiello”, le tue tombolate televisive e altri spettacoli di arte varia di cui eri il magistrale ed inimitabile presentatore. Insomma, dove mettevi le mani tu la riuscita era assicurata anche per la carica di simpatia e vitalità che erano le tue armi migliori. E tutto quello che facevi non ha mai avuto scopo di lucro, anzi il più delle volte ci rimettevi di tasca proprio per il successo delle iniziative. Lodevole è stato poi il tuo amore per la cultura, che ti portava sempre alla ricerca di libri, tanto da creare anche una piccola biblioteca nel bar di tua moglie Silvia in Piazza fontana. E che dire nel tuo sviscerato amore per l’archeologia che ha fatto sì che tanti reperti da te ritracciati, ritrovati e elencati sono in bella mostra nel piccolo museo comunale a te intitolato. In questa tua passione hai avuto un ottimo compagno in mio zio Francesco Mastroiacovo che con te faceva coppia fissa nella fase di ricerca. Ti ricordo poi da giovanissimo con le tue passioni che si avvicendavano una dietro l’altra come quelle per il pallone, che ti portava a giocare come portiere e a tifare per il Milan, per la filatelia, la numismatica, per la lirica, tanto da voler partecipare alla trasmissione radiofonica di Promo applauso e il tuo amore per il cane, chiamato Diavolo al quale al mattino compravi cappuccino e cornetto. Sei stato grande Fernando perché grande era anche il tuo cuore che ha dato amore a tutti soprattutto alla tua famiglia, a tua moglie Silvia, laboriosa e paziente nel sopportare qualche tua bizzarria e alle tre figlie Ersilia, Carla e Valeria sulle quali hai riversato un bene immenso. Sei stato anche nonno premuroso ed attento verso tutti i desideri dei tuoi nipoti. Non meno generoso sei stato con gli amici perché credevi nell’amicizia vera e nel significato di essa. Alla fine del tuo percorso terreno puoi ben dire che la vita non è stata “il nostro lungo errore”, così come la definì lo scrittore molisano Francesco Iovine nel suo romanzo “Signora Ava”, ma per te la vita è stata una sequela di iniziative che lasciano un segno indelebile del tuo modo di essere. Oggi nel momento in cui ci lasci non possiamo che dirti grazie, tenendoti sempre presente nella nostra mente e nel nostro cuore. Addio carissimo Fernando”.

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