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Apertura - Attualità - Evidenza - 21 Gennaio 2021

Sanità, durissimo atto d’accusa del Commissario Giusti. Scrive al Governo e alla Procura della Repubblica

Con una nota lunga undici pagine e indirizzata a ventiquattro soggetti diversi, il Commissario ad acta per la Sanità, generale Angelo Giustini, fa il punto sia sulla gestione dell’emergenza dovuta alla pandemia in corso, sia sullo stato complessivo della sanità molisana. Nello stesso documento, Giustini respinge al mittente il recente decreto Toma in materia di coordinamento delle attività di contrasto al Covid, limitando la portata del concerto imposto dal governatore ad iniziative e atti marginali in materia di protezione civile. Per il resto, scrive Giustini in latino, il decrteto Toma è“tamquam non esset”, come se non esistesse.

Lunga invece la requistitoria sull stato complessivo della sanità molisana. Giustini scrive al Capo del Governo Conte, ai Ministri delle Finanze, della Salute e dell’Interno, al Commissario per l’emergenza Arcuri, ai Prefetti di Campobasso e Isernia, alle Procure presso i Tribunali di Campobasso, Isernia e Larino, al Direttore generale dell’Asreme a quelli sanitario e amministrativo, al Presidente della Regione e ai consiglieri, alla Guardia di Finanza e a tutta una serie di soggetti amministrativi e sanitari che a vario titolo rientrano nella vicenda. E la vicenda è quella che prende spunto dalle recenti attività di ispezione poste in essere dal Nas dei Carabinieri negl ospedali e nei poliambulatori della Regione, con particolare riferimento alle attività di contrasto al Covid. Le note dei carabinieri evidenzaino varie crticità che, a vario titolo rispetto alle singole strutture, vanno dalla mancanza di controlli prentivi agli accessi, alle cause di rischio legate ai possibili contatti interpersonali, dalla carenza di personale nei reparti e percorsi dedicati a pazienti covid e non covid, alla assenza di supporti tecnici e logistici. Da qui, l’invito di Giustini, a far fronte a tutte le carenze indicate nella sua nota.

La lunga nota di Giustini si allarga anche ad altre considerazioni, a partire dal ruolo del Commissario. Dopo 12 anni di commissariamento politico – scrive con riferimento agli ex presidenti della Regione – adesso siamo in presenza di una proficua separazione dei ruoli. E’ solo al Commissario, dice sempre Giustini, che spetta la pianificazione, programmazione e riorganizzazione dell’oferta sanitaria regionale del Molise. Giustini batte anche cassa, chiedendo alla regione di pagare gli oneri riguardanti la fiscalità sanitaria regionale:12 milioni e 700 mila euro in totale, e difende la sua idea di un Centro covid a Larino rispetto al quela – scrive – è venuto a mancare il supporto tecnico della Regione Molise e dell’Asrem relativamente al progetto di fattibilità.

Il lunghissimo documento si chiude con 14 note in allegato. Continua invece sempre a mancare la lettera di dimissioni paventate da Giustini di cui al Ministero della Salute non vi è traccia. Un fatto che, ai fini della comprensione generale, andrebbe chiarito senza equivoci.

 

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