Home Attualità Caos trasporti-scuola: protestano gli studenti, chiesto incontro a Toma. Oggi picco di assenze

Caos trasporti-scuola: protestano gli studenti, chiesto incontro a Toma. Oggi picco di assenze

Primo giorno di rientro a scuola non senza polemiche quello di ieri per migliaia di studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Quello che è saltato subito all’occhio la necessità di avere più mezzi pubblici a disposizione per garantire il distanziamento fisico ed evitare il rischio di contagi. Il risultato è stato che oggi per protesta gli studenti hanno iniziato uno sciopero e non sono andati a scuola, chiedendo a gran voce di continuare con la didattica a distanza fino a quando la situazione trasporti non cambierà. Ragazzi da 14 ai 19 anni, che non ci stanno a passare per quelli che non vogliono andare a scuola, anzi difendono il loro diritto all’istruzione in sicurezza. Hanno messo nero su bianco le loro richieste con un documento firmato dai rappresentanti degli Istituti superiori del Basso Molise.
Negli Istituti superiori di Termoli i dirigenti scolastici oggi in effetti hanno registrato un picco di assenze tra i ragazzi, con percentuali intorno al 40 per cento al Boccardi-Tiberio, si è sfiorato il 50 per cento al Liceo Classico e al Liceo Scientifico, circa il 50 per cento anche all’Industriale e al Liceo Artistico. Assenze fisiologiche invece all’Alberghiero intorno al 25 per cento. Si è svolta regolarmente invece la didattica a distanza. I dirigenti ora si trovano anche a dover gestire situazioni nuove come quelle di studenti che hanno inviato certificati medici perché sono conviventi con familiari con patologie. Ma chi decide quali patologie o quale gravità delle stesse possano esonerare lo studente dal presentarsi in classe? Insomma la situazione è sempre più ingarbugliata, si sta aprendo una casistica a cui difficilmente ufficio scolastico e Miur riusciranno a rispondere. Da Termoli a Isernia il malcontento è trasversale, anche a Campobasso il coordinamento rappresentanti d’Istituto con una lunga nota in cui sono evidenziate tutte le criticità chiede di continuare con la didattica a distanza, così come già oltre 330 insegnanti già avevano proposto in un appello al presidente della Regione Donato Toma.

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