Home Attualità Venafro, Nicola Malorni: le immagini di Linea Verde sotto accusa

Venafro, Nicola Malorni: le immagini di Linea Verde sotto accusa

Una nota polemica è nata ieri a seguito della puntata di Linea verde del 17 gennaio 2021. Una bella vetrina per il Molise e un successo annunciato, visto gli attori protagonisti tra i quali Franco Di Nucci e Franco Valente.

Ma secondo Nicola Malorni, vicepresidente nazionale delle Città dell’Olio, come lo si legge anche dal suo commento facebook sulla trasmissione, che  scrive :

“ Peccato che la RAI però sia tanto superficiale quando si tratta di divulgare notizie sulla produzione di olio extravergine. Ho visto un servizio su frantoio di Venafro che poteva andar bene 100 anni fa. Agiremo come Associazione Nazionale delle città dell’olio per la tutela da disinformazione come quella perpetrata da una ignara Rai-Linea Verde (ignara dei danni che ha inconsapevolmente cagionato alla cultura locale)”. Raggiunto al telefono dalla nostra redazione il dott. Malorni nel ribadire quanto scritto, ha ulteriormente precisato la sua posizione che, è la posizione delle Città dell’Olio “ Noi dobbiamo, abbiamo l’obbligo di puntare alla qualità degli extravergini. Il metodo “ tradizionale “ non permette assolutamente standard di qualità. Se si produce olio in bottiglia immesso sul mercato e lo vendo come extravergine, deve mantenere qualità sia in termini di prodotto che in termini di nutraceutica e nutrizionali. Gli antiossidanti, i cosiddetti polifenoli, vengono meno quanto si usa la mola poiché il prodotto immediatamente entra a contatto con l’aria che da agente esterno riduce se non addirittura, azzera le proprietà organolettiche e salutari dell’olio. Ma vi è di più ! Dire che l’olio perde amaro e piccante è l’aberrazione. L’olio deve essere amaro e piccante altrimenti non è olio di qualità. Esperti del settore e formatori, il Molise ne è pieno, nel dare il loro incredibile contributo, hanno dimostrato con certezza quanto da me asserito. Il metodo convenzionale, ormai, tra l’altro in disuso, è il vecchio e non garantisce, ripeto, quanto dall’oliva si riesce a carpire in termini di  salute”.

Al dott. Malorni seguono le parole di Maurizio Corbo, esperto del settore.

“ Il gusto dell’olio, se amaro e piccante, esalta non ammazza il sapore dei cibi. Il sistema di spremitura tradizionale appiattisce tutto e rende l’olio di gusto decisamente inappropriato. Mi batto da oltre vent’anni per l’evoluzione del sistema di estrazione contino, tra l’altro meno impattante ed inquinante del tradizionale “ “ L’amaro ed il piccante” continua Corbo “ sono i due parametri fondamentali della qualità salutistica e nutrizionale dell’olio. Non depauperiamo il lavoro di decenni, dando voce a chi, forse, ancora non è dell’idea che la trasformazione ha necessità di standard e di premialità qualitativa. Ho ben studiato anche il metodo tradizionale, e vi assicuro, trarre la stessa qualità è estremamente difficile anche se non impossibile ma, solo a determinate condizioni che oggi non sono assolutamente proponibili. Temperature di lavorazione, tempistica, ossidazione, trasporto sono essenziali. Non si vuol assolutamente condannare il “ frantoiano” che ha rilasciato l’intervista ma, occorre che la consapevolezza, poiché si parla a milioni di persone, di metodi ormai obsoleti, non corrispondono a qualità e sicurezza. Poi, se si riferisce sull’amaro e sul piccante in modo assai approssimativo si depaupera il lavoro di anni pieni di difficoltà e diffidenze, in primis proprio dei molitori. Siamo nel 2021, godiamoci l’evoluzione e l’esperienza passata, anche fatta di tradizione ma, non fermiamoci. L’olio è una ricchezza unica e non prescinde da un percorso salutistico e di miglioramento. Ricordo a me stesso che l’olio, come il pane, è il re delle tavole di tutto il Mondo ed il Molise, è principe in tal senso.”

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