Rivolgo il mio appello al ministro della Salute, Roberto Speranza: visto che il commissario Giustini ‘onora’ il suo ben remunerato incarico a intermittenza e con frustrazione, ribadita più volte, senza ottenere alcun risultato concreto, ribadisco la necessità di rimuovere l’attuale, costosa e improduttiva struttura commissariale e di affidare l’incarico – a titolo gratuito – al Presidente della Regione”. È questo ‘l’appello’ che Donato Toma lancia al ministro della Salute Speranza. Toma spiega che “così si potranno prendere le decisioni più difficili, sostenere le critiche e dare finalmente risposte ai cittadini. Basta confusione, dice il presidente, mi si metta in condizione di tutelare il sacrosanto diritto alla salute dei molisani”.

Questa è la prima novità in arrivo dal fronte della tormentata sanità molisana, la seconda è l’indiscrezione, rilanciata dal sito Futuro Molise, secondo cui Italo Testa, presidente del “Forum per la difesa della sanità”, assistito dall’avvocato Vincenzo Iacovino, ha presentato un’istanza di accesso agli atti per sapere se Virginia Scafarto avesse a suo tempo i titoli per far parte dell’elenco degli idonei a ricoprire l’incarico poi assegnatole, ossia quello di direttore sanitario dell’Asrem. Il dubbio di Testa, sui titoli della Scafarto, nasce dal fatto che la stessa sarebbe stata esclusa nella Regione Abruzzo dalla selezione per l’incarico di direttore sanitario della Asl Lanciano – Vasto – Chieti. Perchè è stata esclusa, come mai? Chiede Testa.

L’incarico in Molise, di durata di tre anni, è stato affidato alla Scafarto nel 2020, dopo che la Commissione giudicatrice aveva inserito il suo nominativo in un elenco regionale di idonei. Quello che il Forum mira ad accertare è se la Scafarto abbia mai vinto un pubblico concorso da primario di Unità Operativa Complessa e abbia ricoperto, prima di venire in Molise, e a seguito di regolare concorso, ruoli apicali per almeno 5 anni.

Innfine, spostiamoci a Isernia, dove Lucio Pastore ha reso noto che si è nuovamente rotto l’apparecchio per effettuare i tamponi rapidi presso il Veneziale. Ciò crea notevoli difficoltà di gestione, specie nel Pronto Soccorso, che è costretto a trattenere nei suoi locali pazienti, anche gravi, nell’attesa che da Campobasso arrivi il risultato dei tamponi molecolari inviati con le ambulanze due volte al giorno. Sulla base di queste considerazioni e visto che la Regione ha autorizzato strutture private ad effettuare il tampone molecolare, non sarebbe giusto che il tampone molecolare classico possa essere effettuato anche presso gli ospedali di Isernia e Termoli? Si chiede Pastore.

Potrebbe interessanti anche:

Una famiglia alla guida della Caritas di Termoli-Larino

Il vescovo, mons. Gianfranco De Luca ha nominato i coniugi, il diacono Vito Chimienti e su…