Dura presa di posizione dei consiglieri regionali del Pd, Fanelli e Facciolla, sul Bilancio della Regione. “Un caso che, purtroppo, rischia di fare scuola per la gravità: quattro bocciature – hanno denunciato – Si tratta di un semaforo rosso su tutta la linea in merito agli atti di Bilancio della Regione Molise da parte del Collegio dei revisori dei conti che rilancia, senza appello, alcune delle valutazioni critiche della Corte dei conti. A nulla valgono le differenti formulazioni del Collegio, sfumature a cui può appellarsi solo un Presidente in cerca di qualche malcelato alibi. Si parte dal Rendiconto generale (2019) per il quale si ribadisce il parere negativo a seguito della parziale parifica del Rendiconto da parte della Corte e le integrazioni tentate e non considerate sufficienti dal Collegio dei revisori. E di conseguenza anche il Rendiconto consolidato risulta bocciato dai revisori – hanno aggiunto – Segue il Bilancio Consolidato (2019): anche questo ottiene una valutazione globalmente negativa per la gestione delle partecipazioni regionali.  La variazione di bilancio – la seconda, a breve distanza – ha visto le minoranze contrarie in quanto l’ennesima testimonianza di una incapacità di programmazione, in quanto diverse spese non sono sopravvenute, ma potevano ben essere previste nel bilancio, senza richiedere una variazione ulteriore. Quindi, ciò che in sostanza viene certificato, è un fallimento sia per la gestione finanziaria che per quella economico-patrimoniale – hanno attaccato i consiglieri del Pd – In particolare, la questione di divergenza riguarda il computo del debito dell’Inps per i mancati versamenti degli oneri a seguito della sospensione del terremoto 2002. Per queste incapacità, sicuramente va migliorato enormemente l’attività degli uffici, ma non come si sta pensando di fare. Con due determine del Direttore generale del servizio bilancio, con cui vengono fatte due gare per la bellezza di 280mila euro per l’affidamento di un sistema informatico per la rilevazione contabile e soprattutto per il supporto all’attività amministrativa e contabile. Si tratta delle determine numero 93 e 94 del 19 ottobre 2020. Davvero appare difficile e incomprensibile oggi anche solo pensare che si possa affidare all’esterno un servizio “core” della regione come quello amministrativo e contabile della ragioneria. Soprattutto dopo che nelle ultime due annualità prese a riferimento dalla Corte, il Governo Toma raggiunge il primato per aumento percentuale di costi per servizi studi e consulenze esterne (più 160 e più 60%).- hanno attaccato – cioè mentre la Corte dice riducete i costi di queste voci e migliorate la qualità degli uffici e del personale, che si fa? Si aumentano queste voci per non fare nessuna operazione strutturale di miglioramento del personale dedicato al bilancio e ai “conti”. Per questo, abbiamo presentato durante la seduta di oggi una specifica Interrogazione su questi profili. Un’ennesima riprova del cattivo funzionamento generale del settore dove meglio doveva risplendere la capacità di un Presidente – Tecnico”, hanno concluso Fanelli e Facciolla.

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