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“In questi giorni stanno per essere approvati dal Parlamento i vari Decreti Ristori e inizia la discussione sulla Legge finanziaria, non vediamo dalle proposte avanzate nessuna inversione di rotta sulle politiche abitative, se non interventi minimi che vedono il solito regalo ai proprietari con il finanziamento del contributo all’affitto, un impegno irrisorio sul piano nazionale”. A dirlo è il segretario regionale dell’Unione Sindacale di Base Sergio Calce.

“Si propone la mini proroga degli sfratti e dei pignoramenti fino al 31 marzo, un breve rinvio senza affrontare alla radice il dramma della casa che vive il nostro paese, aggravatosi in questo periodo di crisi pandemica. Le fasce più colpite – continua – rimangono le centinaia di migliaia di famiglie e i giovani dei quartieri popolari che non arrivano a fine mese e non possono emanciparsi e costruirsi un futuro e i tantissimi studenti universitari che si vedono privati del diritto allo studio, dai fuori sede che non riescono a pagare gli affitti e le utenze per mancanza di studentati pubblici decenti agli studenti lavoratori costretti a sacrificarsi per permettersi gli studi, ma nei provvedimenti al vaglio del Parlamento non vengono minimamente affrontati questi problemi. Si tratta di quei giovani, lavoratori, precari e disoccupati, che già prima della pandemia avevano difficoltà a pagare l’affitto di casa perché vivevano con stipendi da fame, nella mancanza di sicurezza o – come molti studenti – di lavoretti in nero per integrare i costi per lo studio”.

Secondo il sindacalista Calce, negli ultimi anni tutti gli istituti che fanno ricerca ci hanno più volte segnalato l’aumento vertiginoso delle disuguaglianze e della povertà nel nostro paese: ma con la crisi pandemica, che si trascinerà ancora per un lungo periodo, questa situazione è ulteriormente peggiorata.

“Per affrontare seriamente questa situazione – aggiunge il segretario dell’Usb – occorrono scelte chiare e radicali, un’inversione di rotta che metta in campo le risorse necessaria a rilanciare la politica pubblica per la casa, che risponda ai bisogni delle famiglie in difficoltà, dei giovani, dei disoccupati, dei precari:

1 – un nuovo piano decennale di un milione di case popolari;
2 – istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund;
3 – blocco del pagamento degli affitti e delle utenze;
4 – blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia;
5 – tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano, come prevede la legge 199/2008 all’art. 1-quater;
6 – reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; stesso strumento può essere
utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa;
7 – un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell’emergenza sanitaria;
8 – sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B)”.

“E’ giunta l’ora che le risorse economiche vengano messe a disposizione delle famiglie e di chi vive il dramma della casa e non per finanziare le grandi imprese” conclude Sergio Calce.

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