di Vincenzo Musacchio*

I reati che interessano il settore dell’ecomafia non si arrestano né conoscono crisi nel nostro piccolo Molise.

Nel 2019, rispetto all’anno passato, aumentano notevolmente tutti i reati contro l’ambiente. Naturalmente quest’aumento evidenzia che cresce anche il numero di coloro che si spartiscono gli affari e cioè imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi attivi in tutte le filiere ambientali: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia ecosostenibile.

Nella nostra regione, il ciclo dei rifiuti e delle energie rinnovabili restano i settori maggiormente interessati dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale. Per quanto riguarda le inchieste sui traffici illeciti di rifiuti si evidenzia un aumento rispetto all’anno precedente. A crescere è, non a caso, anche il numero di inchieste sulla cd. corruzione ambientale. Sul fronte agromafie, si registra un aumento di quasi il 50% nel 2019 dei delitti, delle contravvenzioni e degli illeciti amministrativi nel settore del cd. caporalato. Crescono gli arresti rispetto quelli eseguiti lo scorso anno, i sequestri, le sanzioni, sia penali sia amministrative.

In dettaglio possiamo riportare i seguenti numeri: in Molise sono stati commessi 530 reati, ci sono stati 436 denunciati, zero arresti e 115 sequestri. Nel 2018 invece per comprendere il cospicuo aumento abbiamo avuto 147 reati, 107 denunce, zero arresti e 20 sequestri effettuati. Raffronto che deve preoccupare e non poco perché racconta un quadro preoccupante sulle illegalità ambientali e sul ruolo che ricoprono le organizzazioni criminali, anche nel nostro territorio, nell’era pre-Covid e probabilmente anche in quella post-Covid. Se da un lato aumentano i reati ambientali, dall’altra parte la pressione dello Stato, purtroppo, non è ancora pienamente efficace. I nuovi strumenti di repressione – considerando proprio i dati del rapporto – non hanno garantito la loro validità sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione.

Non bisogna tuttavia abbassare la guardia, perché, come ho detto più volte, le mafie in questo periodo di pandemia si stanno muovendo e sfruttano proprio la crisi economica e sociale per estendere ancora di più la loro presenza nei vari territori. Occorre agire presto e bene per affinare il quadro prescrittivo e quello culturale educativo: servono nuove e più adeguate sanzioni penali contro la gestione illecita dei rifiuti, non sono stati ancora approvati i decreti attuativi della legge che ha istituito il sistema nazionale protezione ambiente il che inibisce una serie di ambiti di tutela, sarebbe utile introdurre nuove norme per lottare contro le agromafie e la depredazione del patrimonio culturale, archeologico e artistico, contrastare più efficacemente la piaga dell’abusivismo, introdurre sanzioni penali efficaci a tutela del mondo animale e poter garantire l’accesso gratuito alla giustizia per le associazioni che tutelano l’ambiente. Queste riforme sono fondamentali ed urgenti per la lotta ai reati contro l’ambiente nel prossimo futuro.

*Presidente Osservatorio Antimafia del Molise.

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