Emergono dati non troppo confortanti dalla recente analisi della società in house del Mise, Infratel, sulla situazione delle infrastrutture digitali e dal rapporto europeo DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società).
L’edizione 2020 del rapporto europeo Desi, diffuso a giugno 2020 dalla Commissione, vede la Penisola scivolare di una posizione nella classifica dei Paesi Ue, scendendo dal 24esimo al 25esimo posto. Peggio fanno solo Romania, Grecia e Bulgaria. Ancora peggio se si guarda solo alla dimensione del capitale umano, quella cioè che riguarda le competenze digitali ed educazione tecnologica: nel 2019 l’Italia ha perso due posizioni e si colloca ora all’ultimo posto nell’Ue:
Tra l’altro, rispetto alla media Ue, l’Italia registra livelli di competenze digitali di base e avanzate “molto bassi”. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (contro il 58% nell’Ue) e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’Ue).
In tema di “connettività”, il rapporto Desi colloca tra le regioni maggiormente in difficoltà il Molise che, oltre a non essere coperta dalla banda a 100 Mbps, risulta avere la copertura a 30 Mbps più bassa a livello italiano (il 26% delle abitazioni) e, più in generale, il peggior punteggio complessivo nell’area connettività (15 punti su 100).
Anche sull’ “uso di internet”, la quart’ultima posizione dell’Italia in Europa è lo specchio dei punteggi delle regioni italiane. Solo il 46% dei molisani ha scaricato musica, video o giochi, e solo il 6% degli stessi ha attivato un abbonamento per video on demand. Il Molise, da questo punto di vista, ha una copertura “dignitosa” pari a circa il 78,2 % dei civici.
I problemi per la nostra regione iniziano quando si comincia a parlare di “reti ad altissima velocità”.
La performance meno brillantè è proprio del Molise fermo al palo con un misero 1,6%.
“Certamente, anche la nostra Regione ha raggiunto qualche timido obiettivo” – sostiene Nicola Criscuoli, presidente regionale Adoc Molise – “ma il lavoro è lungo e c’è ancora molto da fare. Anche alla luce delle recenti necessità causate dall’emergenza che stiamo vivendo, non possiamo più perdere tempo: investire in digitalizzazione e in educazione digitale rappresenta il futuro per il Paese e, ancor di più, per la nostra Regione che da decenni è in attesa di poter fare l’atteso salto di qualità. Da qui bisogna ripartire”.

Potrebbe interessanti anche:

Inclusione, iniziativa Associazione persone down e Dynamo Camp a Campobasso

L’inclusione rende il mondo più colorato e un mondo colorato è più bello. Un concett…