Scuole e trasporto pubblico al centro della stretta dell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Toma, adottata per contenere il contagio e ridurre l’indice rt che dall’ultimo report, è risultato tra i più alti d’Italia. Il Molise resta regione gialla, ma con le restrizioni introdotte dall’ordinanza diventa di colore giallo rafforzato. Attività didattica in presenza sospesa dal 9 dicembre e fino al 7 gennaio nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, con la possibilità di tenere aperte le elementari. Didattica a distanza, invece per le scuole medie. Tuttavia l’ordinanza lascia ai sindaci la facoltà di decidere se tenerle aperte o meno. Ed in effetti, diversi sindaci hanno già annunciato l’apertura delle scuole elementari, mercoledì 9 dicembre. Un altro capitolo riguarda il trasporto locale. I mezzi pubblici dovranno essere utilizzati per gli spostamenti all’interno del comune di residenza, domicilio o dimora o per il raggiungimento di altri luoghi all’interno del territorio regionale, salvo gli spostamenti dettati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità o per motivi di salute. Nell’ordinanza vengono anche fissate le regole per chi rientra in Molise. “Chiunque che, successivamente alla data di adozione del provvedimento abbia soggiornato per più di 48 ore nel territorio di altre regioni, una volta giunto nel territorio della regione Molise ha l’obbligo:
di comunicare entro due ore tale circostanza al proprio medico di medicina generale, o al pediatra di libera scelta o al Dipartimento di Prevenzione. Di osservare, salvo diversa disposizione da parte del competente servizio regionale di sanità pubblica, quarantena obbligatoria, mantenendo la stessa per 10 giorni. Di osservare il divieto di spostamenti e viaggi.
Queste disposizioni non si applicano nei confronti di coloro che si limitino a transitare per il territorio regionale del Molise al solo fine di raggiungere altre regioni o che vi permangano per comprovate ragioni di lavoro o di salute, nonché nei confronti di quanti , sottoposti, con esito negativo, a tampone, anche antigenico, nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel territorio molisano.
Capitolo assembramenti:
È demandato ai sindaci dei comuni molisani il compito di individuare strade o piazze nei centri urbani dei rispettivi territori potenzialmente suscettibili di situazioni di assembramento e, nel caso si verificassero, di disporre con propria ordinanza la chiusura al pubblico per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.
Intanto la consigliera regionale del Pd, Micaela Fanelli, critica l’impostazione del provvedimento. “Stiamo tentando di interpretare che cosa c’è scritto, ma non è facile – ha dichiarato – Toma chiude le scuole medie, come nelle zone rosse, e demanda ai sindaci la decisione per le scuole primarie, scaricando su di loro la scelta. I sindaci del Molise – ha aggiunto – ora hanno in mano la patata bollente e devono decidere se mantenere aperte le scuole “elementari”.  Un punto certo, restano in attività le scuole dell’infanzia . Circa la mobilità si impone di non prendere i mezzi pubblici, salvo casi di eccezione, fra i quali per fortuna quella riguardante il lavoro. Tuttavia – ha proseguito Fanelli – non si capisce se le corse rimangono o vengono ridotte, originando il problema del primo lockdown, quando i nostri lavoratori pendolari rimasero senza molte linee indispensabili. Si spera non si ripeta lo stesso errore. Infine due domande: siamo sostanzialmente regione rossa? Non dovevamo agire bene e prima?”, è la conclusione della Fanelli che attende una risposta chiara dal governatore.

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