Assestamento di bilancio e decreto ingiuntivo del consorzio industriale, la posizione del gruppo “Futuro Trivento” in consiglio comunale. “Lo scorso lunedì 30 novembre – scrive il capogruppo Luigi Pavone – si è tenuto il consiglio comunale per l’assestamento di bilancio. Prima dell’inizio della discussione, abbiamo sottoposto a tutto il consiglio comunale il rinvio della discussione sul punto n.5 all’ordine del giorno, riguardante appunto la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio 2020, facendo ricorso allo strumento della questione pregiudiziale previsto dall’art. 25 del regolamento di funzionamento del consiglio comunale. A nostro avviso, infatti, era necessario accertarsi, facendone esplicita richiesta al sindaco e all’amministrazione, dell’esistenza di una sentenza di provvisoria esecutività al decreto ingiuntivo ricevuto dal consorzio per il nucleo industriale Campobasso-Boiano, prima di votare l’assestamento di bilancio, poiché, qualora il sindaco avesse confermato il fatto di essere a conoscenza, seppure in maniera ufficiosa, della sentenza, sarebbe stato opportuno, per senso di responsabilità, rinviare l’assestamento, rendere ufficiale la sentenza attraverso regolare notifica al protocollo dell’ente e procedere con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Nonostante la sentenza sia di dominio pubblico, essendo stata riportata anche in alcuni articoli di giornale, tant’è che addirittura viene citata anche nella relazione del responsabile finanziario e richiamata da quella del revisore dei conti, il sindaco, visibilmente nervoso per un tentativo di lesa maestà, ha negato il fatto di esserne a conoscenza, affermando di agire solo quando ci saranno atti ufficiali. E’ alquanto singolare, che, sebbene la causa in cui si discuteva il ricorso del comune di Trivento al decreto ingiuntivo si sia svolta il 20 Ottobre, ossia più di un mese fa, alla data del consiglio, il 30 Novembre, il Sindaco e l’amministrazione ancora non sappiano nulla dell’esito della causa. Il sindaco, poi, dopo aver insinuato che qualcuno ci avrebbe “dettato” la questione pregiudiziale, ha chiamato a raccolta i suoi sudditi e, con un atto di forza, ha invitato i consiglieri di maggioranza a votare “a favore suo” contro la questione pregiudiziale, in una sorta di ultimo appello di biblica memoria, quando il popolo dovette scegliere tra Gesù e Barabba. All’accusa mossaci dal sindaco sulla dubbia paternità della nostra iniziativa portata in consiglio, abbiamo invitato il sindaco ad organizzare un incontro pubblico, senza suggeritori, lasciando a lui la decisione circa luoghi, tempi e modalità, così da darci l’opportunità di dimostrare che non abbiamo bisogno di suggeritori, perché anche noi, come lui, abbiamo avuto la fortuna di studiare e proviamo a svolgere il nostro ruolo con impegno e responsabilità. A dimostrazione che gli atti li studiamo, prima dell’approvazione dell’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche, abbiamo segnalato la presenza nell’elenco della realizzazione del parcheggio al centro storico, alla cui realizzazione, come noto, l’amministrazione ha rinunciato. Pertanto, il sindaco, prima di offendere, farebbe bene a leggerseli lui stesso gli atti e a relazionare sugli stessi in prima persona, come il suo ruolo imporrebbe, e non, come accade dal suo insediamento, di costringere i vari responsabili di settore a presenziare ai consigli per relazionare sui vari provvedimenti. L’uscita del sindaco è stata alquanto sgradevole ed irrispettosa nei nostri confronti, tant’è che anche un componente della giunta l’ha definita “infelice” dandoci atto della serietà e della responsabilità mostrata sinora. Noi, intanto, abbiamo imparato a fare il dettato, cosa che non riesce bene, invece, al nostro sindaco, perché ricordiamo ancora il suo roboante comunicato all’indomani del consiglio comunale di approvazione del bilancio di previsione, in cui, tra le altre cose, annunciava l’azzeramento della TASI, tassa che non esiste già da quasi due anni. A noi – chiude la nota di Luigi Pavone – non fa certo piacere ricorrere al riconoscimento dei debiti fuori bilancio e ci auguriamo che il comune vinca la sua battaglia legale contro il decreto ingiuntivo, ma invitiamo sindaco ed amministrazione ad accertarsi dell’esistenza della sentenza, in maniera da procedere con gli adempimenti consequenziali, per mettere al riparo i cittadini da eventuali squilibri di bilancio che potrebbero prefigurarsi”.

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