Importante scoperta archeologica nella Piana di Venafro. Una villa romana e quattro sepolture sono state rinvenute a seguito di un’operazione di archeologia preventiva nel corso dei lavori per la nuova rete elettrica effettuati da Terna.
I lavori di scavo archeologico eseguiti da Terna e Dauniarché con Luca Coppola hanno, dunque, permesso di indagare buona parte della struttura e di collocare il nuovo sostegno al di fuori della villa: li si vede, in costruzione, sul margine dello scavo; la posizione, che non danneggia le strutture antiche, è stata scelta dopo una campagna georadar e saggi di verifica. Il vecchio sostegno sarà poi smontato.
Come spiegato dalla Soprintendenza, «i resti sono superficiali e quindi dell’edificio si conserva poco più del livello di fondazione: si tratta di una grande abitazione di campagna, costruita agli inizi del I secolo d.C. e abitata fino in epoca tardo antica. Dopo l’abbandono e il crollo tra le macerie fu sistemato un piccolo nucleo necropolare. Importantissimo il ritrovamento di un anello sigillo probabilmente appartenuto a uno degli ultimi proprietari: Maecius Felix, patrono della città di Venafro, governatore della provincia del Sannio… un pezzo grosso insomma».

La scoperta è stata fatta durante i lavori di rinnovo di una linea elettrica di Terna. In sostanza, «la scoperta è stata fatta a seguito dell’operazione di archeologia preventiva durante i lavori che Terna sta conducendo per il rinnovo della rete elettrica a 220 kV Capriati–Presenzano.
«Gli scavi archeologici, diretti e coordinati dalla dott.ssa Maria Isabella Battiante e condotti sul campo dal dott. Luca Coppola, iniziati a giugno e durati circa sei mesi sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise, hanno permesso di individuare strutture riconducibili a una villa di età romana riutilizzata in età tardoantica-altomedievale a uso sepolcrale. Le evidenze archeologiche che hanno reso necessarie una serie di indagini stratigrafiche in un’aerea di 900 metri quadri, al fine di comprendere la natura e l’estensione dei materiali e delle strutture intercettate. Al di sotto della fase destinata a uso funerario, per la quale sono state indagate e recuperate quattro sepolture in corso di specifico studio antropologico, sono emerse delle strutture riconducibili a più fasi di vita dell’unità abitativa/produttiva, essendo state rilevate diverse risistemazioni edilizie. Un esame preliminare delle tecniche costruttive della porzione rinvenuta della villa riconducono alla costruzione della fine dell’epoca romana repubblicana e gli inizi dell’età imperiale e, sulla base dei materiali rinvenuti e le numerose monete recuperate, è plausibile ritenere che la villa sia stata abitata fino al periodo tardo imperiale come attesta il ritrovamento di un anello sigillo in bronzo appartenuto a Maecius Felix, patrono della città di Venafro e governatore della provincia del Sannio tra la fine del IV e gli inizi del V secolo d. C. – hanno spiegato da Terna -. Tra gli ambienti e le strutture messe in luce, oltre a essere state indagate vasche, magazzini e canalette, è stata rilevata la presenza di una piccola fornace per la produzione di mattoni e tegole, appartenuta verosimilmente, stante il ritrovamento di due tegole bollate, a M. Clodio epigraficamente attestato in zona nel corso del I secolo d.C.
Terna prevede ora di concludere le opere in corso nel primo semestre del 2021. L’elettrodotto rappresenta un asset importante per la sicurezza e l’affidabilità della rete elettrica nell’area compresa tra i comuni di Pozzilli, Venafro, Sesto Campano e Presenzano. Sono previsti inoltre altri interventi di manutenzione ordinaria sugli elettrodotti esistenti, per assicurare una rete efficiente e affidabile nell’intera regione.

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