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Apertura - Evidenza - 27 Novembre 2020

Ospedali al collasso, i sindacati chiedono l’intervento del ministro Speranza

Ospedali al collasso, lo sostengono i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e Fials, Nursing e Fsi che ora chiedono al ministro della Salute di intervenire.

Nella loro denuncia, inoltrata anche alla procura della Repubblica, si fa riferimento alla situazione che sta sopportando il Cardarelli, diventato centro Covid, in cui i pazienti di altre patologie vengono spostati in altri ospedali.

Questo, hanno messo nero su bianco le sigle sindacali, avviene ad esempio per i pazienti con patologie tempo dipendenti operati a Campobasso e mandati in terapia intensiva in altre strutture.

Ma i sindacati hanno messo l’accento anche su ciò che accade a Isernia e a Termoli, dove i casi Covid vengono trattati in reparti comuni, con il rischio notevole che il virus venga trasmesso a medici e ai infermieri, cone in realtà è già accaduto, sia al Venziale che al San Timoteo.

Fatto inaccettabile e irriguardoso nei loro confronti, dicono ancora i sindacati, perché da sempre sono in prima linea mettendo a rischio la propria vita. Questa organizzazione, quindi, evidenzia una non conoscenza del problema e assoluta approssimazione nella gestione dell’emergenza.

Confederali e sigle inferiori hanno chiesto ai procuratori della Repubblica di Campobasso, Isernia e Larino di verificare se l’assistenza erogata in promiscuità (pazienti Covid e pazienti no-Covid) mette a rischio la salute dei cittadini e dei lavoratori della sanità.

All’ Ispettorato del Lavoro di intervenire affinché l’Asrem ripristini gli orari di lavoro previsti dal contratto, perché 12 ore giornaliere sono incompatibili e insopportabili da parte dei lavoratori con età media che supera quella nazionale.

E al Presidente della Regione, al Commissario ad actae ai vertici dell’Asrem di evitare contrapposizioni e appoggiare l’intervento sostitutivo dello stato centrale per la gestione dell’emergenza, dato che il Molise ha una percentuale di pazienti deceduti tra le più alte d’Italia.

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