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Attualità - Evidenza - 26 Novembre 2020

Atm, lavoratori in stato di agitazione: in tempo di Covid l’azienda non tutela la nostra salute

Stato d’agitazione per i lavoratori dell’Atm che stanno vivendo, ormai da settimane, un duro braccio di ferro con l’azienda. Motivo dei contrasti, il mancato rispetto delle normative anti Covid legate alla bigliettazione e al controllo a bordo dei mezzi. Da una parte c’è la regione Molise che, in ottemperanza di uno degli ultimi Dpcm ha stabilito che il personale di bordo eviti ogni tipo di contatto ravvicinato con l’utenza- quindi niente biglietti a bordo o a terra, scambio di denaro e possibilità per gli utenti di avvicinarsi all’autista, dall’altra c’è l’azienda che, dicono i sindacati del settore Cigl, Cisl, Uil e Ugl, non solo ha deciso di ignorare i divieti, ma ha iniziato a sanzionare i dipendenti che non obbediscono all’ordine di servizio, con contestazioni disciplinari spedite a raffica. Una situazione incomprensibile e sorprendente, fanno presente sindacati e lavoratori, visto il tempo di pandemia e viste soprattutto le disposizioni nazionali, recepite da quelle regionali. L’Atm invece con un ordine di servizio del 17 novembre, chiede ai dipendenti tutto l’opposto: continuare a fare quello che hanno sempre fatto: i biglietti a bordo o a terra e controllare, passeggero per passeggero, che abbiano il titolo per viaggiare. I lavoratori avevano anche proposto di utilizzare i colleghi posti in cassa integrazione per la bigliettazione a terra, ma l’azienda ha risposto picche. Le soluzioni che le ordinanze regionali avevano suggerito erano quelle di installare apparati per l’acquisto self−service dei biglietti (da sanificare più volte al giorno); l’acquisto di biglietti in formato elettronico, on line o tramite app e comunque incentivare la vendita di biglietti con sistemi telematici e di evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente. Ma l’azienda non ha minimamente provveduto. I dipendenti chiedono di lavorare in sicurezza e che venga garantita la loro salute. Cosa impensabile in questa situazione. Da qui la decisione dei sindacati di indire lo stato d’agitazione, anche perché ci sono altri problemi sul piatto, da discutere prossimamente con l’assessore Pallante: il mancato rispetto del contratto collettivo, mancata costituzione di un comitato Covid, regolamentazione di attività oltre le 12 ore, mancata consegna dei cedolini paga, disciplina del personale non idoneo alla guida.

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