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Apertura - Evidenza - 25 Novembre 2020

Giornata contro la violenza sulle donne: in Italia situazione allarmante. Aumentano i casi di femminicidio

In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa. 91 le vittime solo nel 2020. Sono 3.344 le donne uccise in Italia tra il 2000 e 31 ottobre 2020, pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari. Il dato sconvolgente emerge dal Rapporto Eures che fotografa una situazione allarmante. Numeri agghiaccianti che in occasione della Giornata internazionale contro la violenza contro le donne, che si celebra oggi, hanno il sapore amaro della sconfitta e dell’impotenza in una società che ama definirsi civile ma che nei fatti di civile non ha nulla.
Una donna su tre ha subìto qualche forma di violenza nel corso della sua vita, specialmente in famiglia. Circa 7 milioni di donne, tra i 16 e 70 anni hanno subìto violenza fisica (20,2%) o sessuale (21%), dalle molestie al tentativo di omicidio o stupro (5,4%). Nel 62,7% dei casi gli autori delle violenze più gravi sono prevalentemente partner o ex. Dati comunque sottostimati perché, secondo l’Istat solo il 12% delle violenze viene denunciato dalle vittime. Il periodo del lockdown ha poi fatto segnare un calo del numero degli omicidi ma non dei femminicidi, secondo il report elaborato dal Servizio analisi della Polizia criminale, diffuso dal ministero dell’Interno. Il periodo preso in esame è quello compreso tra gennaio e giugno 2020. Gli omicidi sono scesi del 19% rispetto all’anno precedente, i femminicidi sono invece aumentati, passando da 56 del 2019 a 59 del 2020, con un’ incidenza, rispetto al totale degli omicidi del 45%.
In Molise, in provincia di Campobasso i casi di maltrattamenti in famiglia sono scesi da 70 del 2019 a 59 del 2020. I reati di stalking da 43 dell’anno precedente sono invece saliti a 46 mentre i casi di violenza sessuale da 6 sono passati a 13. Il periodo di riferimento è compreso tra gennaio e settembre.
“La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, negazione della ragione e del rispetto. Un problema di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia richiede una crescita culturale”, sono le parole dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Per il presidente della Regione, Donato Toma, le istituzioni devono garantire ad ogni costo la sicurezza di chi è in difficoltà, grazie all’istituzione della rete antiviolenza, delle case rifugio e degli sportelli d’ascolto. Il Consiglio regionale, in segno di vicinanza ad ogni donna vittima di violenza ha deciso di tingere, per l’intera settimana di arancione, colore internazionale scelto questa giornata il sito web dell’assemblea legislativa. “Il dramma delle donne non può lasciarci indifferenti – ha commentato il vice presidente del Consiglio regionale, Filomena Calenda – Occorre partire da una massiccia opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”, mentre per il sindaco di Campobasso Gravina è importante seminare una cultura diversa, puntando sulla sensibilità delle nuove generazioni. Il coordinamento Donne Spi-Cgil e Auser ha presentato un questionario finalizzato ad analizzare la qualità della vita delle donne, il loro rapporto con la casa e il lavoro e la capacità di risposta delle istituzioni in caso di problemi. Ma ad un anno dall’entrata in vigore del cosiddetto codice rosso, la legge che ha introdotto nuovi reati e perfezionato i meccanismi a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, la strada da percorrere è ancora lunga ed in salita.

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