E’ una guerra senza vincitori, purtroppo.

Gianmarco avrebbe compiuto, questa settimana trascorsa, 22 anni.

La sera dell’8 luglio 2019, con un amico, con il suo scooter ha impattato un’auto che proveniva da una strada laterale, nella zona industriale di Campobasso. Sulle cause dell’incidente, in una zona poco illuminata è ancora in corso l’indagine. Il fascicolo è lavorato dalla Procura della Repubblica di Campobasso. Per Gianmarco purtroppo non c’è stato nulla da fare. La sua vita spezzata a 20 anni, nel fiore della giovinezza. Un ragazzo sempre impegnato nel sociale, nella scuola, nello sport, un ragazzo educato, vitale, solare. Un evento tragico, violento, improvviso, che lascia ancora squarci di dolore lacerante in chi sopravvive all’accaduto.

Quella delle morti per incidenti stradali è una guerra silenziosa secondo i genitori di Gianmarco.

Nel 2019 sempre nel Molise, il 35,7% degli incidenti si è verificato nell’area urbana, spesso in orario serale, in strade spesso poco illuminate e con insufficienza o totale assenza di segnaletica adeguata e limitatori di velocità.

Ed allora perché una morte, ingiusta, possa servire non a lenire il dolore straziante ma a migliorare la situazione, i genitori di Gianmarco oggi ed i familiari delle vittime tutti invocano è un maggiore impegno delle Istituzioni al fine di migliorare la prevenzione ed il rispetto delle regole. Nel senso indicato anche la definizione giudiziaria dei procedimenti che si instaurano, i quali, a giudizio dei familiari, dovrebbero avere una corsia preferenziale per la loro definizione. Molte volte, infatti, la durata dei processi non offre una risposta immediata alla applicazione della giustizia, parola che tutti i familiari invocano sempre più spesso ed a gran voce.

P.S.

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