Ci sentiamo di condividere la nota ufficiale del Futsal Capurso, società partecipante al campionato di serie A2 di Futsal, lo stesso raggruppamento del Cln Cus Molise. Ebbene dopo la nota del presidente della società molisana, Nicola Dell’Omo, arriva anche la voce della società pugliese che pone seri interrogativi su un protocollo obsoleto e che non riesce a garantire la regolarità del campionato. Di seguito il comunicato che ci sentiamo di condividere:

“Si parla di un campionato (Serie A2 girone C) che su un totale di 24 partite ne salterà ben nove. Siamo vicini al quaranta per cento. Squadre, che su quattro partite ne hanno saltate ben tre (Atletico Cassano e Futsal Cobà), qualcuna di queste (Futsal Cobà senza casi né accertati, né probabili) per ”colpe” delle positività delle squadre avversarie. Quando si gioca? Quando si recupera? Quando finisce il campionato? Che regolarità ha? O si sta aspettando che sia il Governo con un Dpcm a prendersi la responsabilità di fermare tutto?

Il tutto, in un contesto, praticamente privo di controlli (se non ad un test seriologico di tipo quantitativo, fatto nella settimana che accompagnava la vigilia della prima giornata). A fiducia, in un contesto dove, non potendo vivere in una bolla, è quanto meno difficile, se non impossibile, tenere e gestire situazioni e giocatori, h24. Specie di coloro i quali, sono a contatto con tante di quelle situazioni extra-futsal (lavorative, giusto per citarne una) di cui una società non deve e non può subirne le conseguenze e responsabilità. L’ultimo Dpcm, e l’aumento innumerevole dei casi, comporta una grossa espansione della problematica, con la chiusura e la zona rossa, in diverse regioni. In tutto questo, la nostra Divisione (che é allo stato attuale, ancora in fase decisionale sulla presidenza della propria gestione), non fa pervenire notizie, se non un tacito (o più o meno tale) assenso a continuare. A quali condizioni e a quali rischi? Sicuramente capiamo, le problematiche, di chi a livello societario, ha anticipato e investito ingenti somme, così come capiamo chi ne fa del futsal la sua prima e unica entrata, ma con grande rispetto, la salute in tutto questo senso, deve essere, o dobbiamo cercare di portarla, al primo posto. Quando poi tocchi con mano la problematica, staff, giocatori e società capiscono ancor più la gravita e serietà della situazione in essere.

In questo contesto non ritieniamo ci siano, innanzitutto le condizioni giuste per evitare un contagio, che non ci sia un protocollo opportuno, che tuteli in tutta sicurezza la situazione. In particolare in situazioni in cui, dopo una partita, si viaggia per troppe ore e chilometri, stando tutti insieme. Che sia anche un pullman da cinquanta posti, è sempre una struttura che consente un potenziale, grosso pericolo, per coloro che per troppe ore sono costretti a stare insieme. Per tutto questo, chiediamo che la Divisione prenda in seria considerazione l’idea di fermarsi un attimo, così come successo in altre situazioni. Per tornare appena possibile, a farlo nella maniera in cui più amiamo. Se ciò non accadrà presto, potremmo essere noi stessi a fermarci. Questa è la nostra passione più grande, ma oggi non si può continuare”.

 

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