Una gara che la Pa digitale si è aggiudicata a febbraio del 2016. Un contratto di 36 mesi nei quali l’azienda di Milano ha gestito il sistema informatico della Sea, società di servizio partecipata da Palazzo San Giorgio. Tra le mansioni più note ed evidenti alla città quella della raccolta dei rifiuti.
Ma da qualche tempo, con il cambio di management della Sea, il rapporto con la PA digitale sembra essersi inceppato. Stando alla data dell’aggiudicazione del bando, il contratto sarebbe scaduto a febbraio di quest’anno. Ma, dicono dall’azienda informatica, ad aprile arriva dalla Sea una Pec nella quale si chiede di prorogare il servizio fino a dicembre.
Qualcosa, però, deve essersi all’improvviso inceppato, perché dopo quella che appare a tutti gli effetti una conferma arrivano alcune precisazioni che appaiono quanto meno contraddittorie. Sia da parte della Sea, che nel frattempo ha anche cambiato il consiglio di amministrazione, che dello stesso Palazzo San Giorgio.
Prima alla PA digitale viene chiesto di prorogare il servizio fino a dicembre 2020, ma in mezzo viene deciso di non pagare una fattura perché, è la giustificazione, non c’è alcun vincolo contrattuale, essendo scaduto il contratto a febbraio. Poi la richiesta di proroga fino alla fine dell’anno attraverso una mail di posta certificata. E infine una giravolta improvvisa da parte dell’amministrazione Cinque stelle del Comune di Campobasso che sposta addirittura in avanti l’inizio del contratto tra Sea e Pa Digitale a febbraio del 2018, il che comporterebbe, dopo i 36 mesi stabiliti dal bando vinto dalla ditta milanese, la scadenza del rapporto a giugno 2021.
Un corto circuito che, con cambi di sindaci e maggioranze, nuovi assetti manageriali ai vertici della partecipata, lascia intendere che alla base ci sia uno spoil sistem da portare a casa.

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