«Stamattina dovevo fare il concorso straordinario, ad Ottaviano in provincia di Napoli ma ieri sera mi hanno comunicato, con lettera, la mia impossibilità ad andare, perché in quarantena a causa del contatto diretto con positivo a scuola. Non è possibile. Il ministro dell’istruzione bandisce un concorso per la scuola per noi precari e io, per causa della scuola, non posso parteciparvi perdendo l’occasione per dare una svolta alla mia vita lavorativa? Ma di cosa stiamo parlando? Sono molto molto demoralizzata! Non avrei mai immaginato che dopo avere sognato la stabilizzazione per svolgere un lavoro che amo, dopo anni di lavoro precario nello stato, adesso vengo messa da parte in questo modo».
“Queste le sono le parole inviatemi da una docente che voglio riportare perché evidenziano in modo eloquente lo stato d’animo di molti precari della nostra regione” – ha sottolineato Nicolino Fratangelo, segretario generale Uil Scuola Molise.Sono oltre 200 i docenti molisani iscritti a questo concorso ma molti di loro non vi parteciperanno per le preoccupazioni dovute alla pandemia, molti altri perché in quarantena.
“Un concorso ‘riservato’ che non permette a migliaia di persone a cui è destinato di poter accedere è un fatto che indigna ed è inaccettabile” – osserva Fratangelo.
“Registriamo, inoltre – anche i disagi dei tanti che si sono cimentati ad andare ad effettuare le prove diventando vittime di una totale disorganizzazione: in una scuola i candidati si sono presentati in orario, arrivando da varie parti del paese, e si sono sentiti dire che non c’era nessun concorso nazionale. In un’altra scuola la commissione d’esame ha invertito i codici anonimi delle prove tra un aula e altra e hanno costretto i candidati a rimanere bloccati per oltre 2 ore e mezza perché non riuscivano ad inviare le prove con prima le buste chiuse e poi riaperte per l’associazione ai codici giusti, una confusione totale. Un danno che i precari subiscono senza alcuna colpa o responsabilità. I docenti non meritano tutto questo. Da tempo come Uil Scuola abbiamo sollecitato il governo, le forze politiche, l’opinione pubblica sul tema della stabilizzazione dei precari della scuola la cui soluzione è condizione per garantire continuità didattica agli alunni ed evitare il balletto delle nomine che si ripetono ogni anno. Il 14 ottobre siamo scesi in piazza davanti alle prefetture d’Italia per protestare contro l’avvio del concorso straordinario; abbiamo consegnato un documento ai prefetti per evidenziare i rischi che ci sono nell’espletare il concorso in questo momento di pandemia, abbiamo chiesto che fosse rinviato e che fosse espletato con altre modalità. Abbiamo spiegato, in tutte le sedi possibili, che il concorso straordinario fatto in questo modo non avrebbe risolto la questione e abbiamo fatto le nostre proposte di buon senso – ma siamo rimasti inascoltati. Abbiamo buone ragioni:
– è un concorso che non porta nessun beneficio visto che la stabilizzazione dei posti si realizzerebbe nel prossimo anno scolastico.
– è un concorso che non prevede la possibilità di poter recuperare le prove per i docenti impossibilitati a potervi partecipare a causa del Covid.
– è una farsa per i docenti precari che lavorano nella scuola, considerato che, da anni sono in attesa di una procedura di stabilizzazione: sono ben 6 anni che non vengono banditi concorsi indirizzati a docenti senza abilitazione.
– è un concorso che costringe 67 mila candidati a spostarsi anche fra diverse regioni in un momento particolarmente delicato di emergenza certificata dalle nuove misure restrittive emanate dal Governo.
Occorre buonsenso e attenzione – conclude Fratangelo – i docenti hanno il diritto di essere considerati, trattati come numeri e non come persone. Noi faremo quanto è nella nostra possibilità per rappresentarli insieme a tutto il mondo scolastico: dirigenti, personale Ata.

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