Home Cronaca Montecilfone: il metanodotto passa sotto terra. Dubbi di De Chirico e del comitato in difesa del bosco

Montecilfone: il metanodotto passa sotto terra. Dubbi di De Chirico e del comitato in difesa del bosco

Il bosco Corundoli di Montecilfone non verrà più sventrato dal passaggio del metanodotto Larino-Chieti in quanto il Ministero dello Sviluppo Economico ha accettato le varianti al progetto proposte dalla società Sgi: l’opera, infatti, verrà realizzata con il cosiddetto sistema di ‘trivellazione orizzontale controllata’, a 90 metri di profondità, partendo da un’area privata fuori dal bosco. Stessa procedura anche per il gasdotto San Salvo-Biccari che esiste già e deve essere potenziato. Il progetto del Larino-Chieti ha dunque subito un’importante variante con l’interramento della condotta, variante che lo scorso 31 luglio era stata anche approvata dalla Regione Molise. I lavori partiranno da un terreno privato la cui disponibilità già è stata ottenuta dalla società e al Comune non spetterà alcun indennizzo economico, come previsto invece inizialmente. Sul punto, però, il sindaco Giorgio Manes non è d’accordo anche perché è nelle intenzioni di concedere
alla società Sgi l’uso del demanio civico per 50 anni.

Proprio su questo aspetto però il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Fabio De Chirico fa intendere che la partita è ancora aperta, in quanto i proprietari di quei terreni sono i cittadini, e bisognerebbe interpellare loro se sono d’accordo o meno a far passare sottoterra un tunnel con due gasdotti, considerando anche che quel terreno è sottoposto a vincolo idrogeologico. De Chirico critica anche l’operato del Comune di Montecilfone che invece di abbozzare delibere che regolamentano il passaggio di metanodotti sul proprio territorio, dovrebbe seguire precisamente le disposizioni dell’articolo 3 della legge regionale 14/2002 sugli usi civici, coinvolgendo cittadini e Regione. Un aspetto su cui è d’accordo il comitato ‘I discoli del Sinarca’, che quasi da soli in questi anni hanno cercato di sensibilizzare le istituzioni con proteste, sit in e lettere al presidente della Repubblica per evitare che si facesse scempio del bosco di Montecilfone.

Per Riccardo Vaccaro, presidente del comitato, si tratta di “una vittoria di Pirro”, insomma se da un lato sono soddisfatti della variante, dall’altro nutrono dei dubbi, anche sull’utilizzo della tecnica di trivellazione controllata che userebbe sostanze tossiche. Il comitato non è d’accordo sull’operato del Comune che avrebbe accettato senza batter ciglio la variante. Nella delibera di giunta datata 6 ottobre, l’esecutivo guidato da Giorgio Manes mette nero su bianco l’intenzione di concedere l’uso civico per 50 anni, ma proprio sull’uso civico ‘I discoli del Sinarca’ hanno annunciato battaglia, volendo avere parola in merito, così come la legge prevede.

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