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Cronaca - Evidenza - 24 Ottobre 2020

Detenuto in carcere con un minicellulare, rischia da 1 a 4 anni

LARINO. Ieri, durante l’attività di controllo e vigilanza della sicurezza del carcere gli uomini della Polizia Penitenziaria di Larino, diretti dal Dirigente di Polizia Penitenziaria Maiorano Francesco, hanno individuato un minitelefono cellulare occultato sulla persona di un detenuto. Si è proceduto alla denuncia del detenuto di origini straniere ai sensi del recentissimo art. 391 ter c.p.

La nuova norma, che prevede una pena da 1 a 4 anni per chi introduce o detiene telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione all’interno di un istituto penitenziario, è entrata in vigore soltanto il 22 ottobre 2020. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale 261 del 21 ottobre 2020 il decreto legge sulle Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all’utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, approvato il 5 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri.

Nel provvedimento, voluto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per contrastare il crescente flusso di telefoni che si tenta di far entrare nelle carceri, viene per la prima volta punito sia chi, dall’esterno, cerca di introdurre un telefono in carcere sia il detenuto che Io detiene.

Quest’ultimo caso, finora, era trattato come illecito disciplinare e sanzionato all’interno dell’istituto; da ieri è divento un vero e proprio reato previsto dal nuovo articolo 391ter del codice penale. Solo grazie alla professionalità e operatività della Polizia Penitenziaria è stato possibile impedire che l’attività delittuosa fosse portata ad ulteriore compimento. Il telefono cellulare è stato sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Con ogni probabilità trattasi della prima applicazione sul territorio nazionale della nuova fattispecie criminosa.

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