TERMOLI. Sono passati 48 giorni da quel primo settembre quando due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo con 18 componenti dei rispettivi equipaggi sono stati sequestrati dalle milizie libiche a 38 miglia da Bengasi.

Pescatori siciliani, ma anche senegalesi, tunisini e indonesiani che si sono trovati in quel tratto di mare in acque internazionali da decenni rivendicato dalle autorità libiche, ma che l’ordinamento internazionale non ha mai riconosciuto.

Al porto di Termoli, “Fratelli d’Italia” insieme alla marineria locale ha promosso un sit in di protesta per chiedere al governo di riportare subito a casa i pescatori sequestrati.

Da tutt’Italia la richiesta di risposte immediate al Governo, ma le istanze dei pescatori che da anni chiedono una zona di sorveglianza sono da tempo rimaste inascoltate.

Dal porto di Termoli si è alzato imponente il suono delle sirene dei pescherecci, in segno di solidarietà e di vicinanza della marineria locale

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