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Apertura - Evidenza - Politica - QD - Regione - 19 Ottobre 2020

Regione al giro di boa. Manovre nel centrodestra per il rinnovo delle cariche istituzionali

Manca esattamente un mese al rinnovo di tutte le cariche e i vertici del Consiglio regionale. A partire da quella del Presidente del Consiglio, per seguire con l’ufficio di presidenza e i vertici delle commissioni consiliari. La legislatura regionale, infatti, il prossimo 20 novembre si avvierà verso gli ultimi due anni e mezzo che ne concluderanno la storia, una storia, sul piano politico, fatta di poche luci e molte ombre. Non è un caso, infatti, che al suonare della campana dell’ultimo giro prima della staffetta istituzionale, partiti e movimenti stiano affilando le armi. La partita più importante è quella che si sta giocando in maggioranza, dove all’interno del centrodestra si registra l’iniziativa romana assunta dall’ex governatore Michele Iorio funzionale al suo passaggio con Fratelli d’Italia. Iorio non ha ancora incontrato Giorgia Meloni ma un suo fedelissimo: Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati. Non è un mistero che Iorio sia su posizioni critiche rispetto al governatore Toma, avendo in più di una circostanza aggiunto in aula il suo voto a quello delle opposizioni. Allo stesso tempo non è un mistero come Fratelli d’Italia sia parte integrante del governo Toma e più in generale del centrodestra molisano con la presenza in Giunta dell’assessore Quintino Pallante, tra i pochi politici in circolazione a non aver mai cambiato casacca, essendo rimasto fedele al centrodestra nella buona e, soprattutto nella cattiva sorte. Di certo c’è che l’iniziativa dell’ex governatore non potrà essere ignorata nella prossima fase di riassetto istituzionale. Ma non è solo questa la questione da rilevare, aleggiando sullo sfondo l’incognita principale, quella che riguarda la nomina del nuovo presidente del Consiglio regionale. Anche qui non è un mistero che l’attuale inquilino del piano più alto di Palazzo D’Aimmo, Salvatore Micone, ambisca ad essere riconfermato nel ruolo. Su di lui però pende un carico da undici legato alla scorsa tornata amministrativa che ha visto il presidente Micone scendere personalmente in campo nella competizione elettorale che ha portato alla elezione del nuovo sindaco di Boiano, Carmine Russcetta, e alla sconfitta dell’altra candidata, Maria Cristina Spina, appoggiata invece dallo stesso Micone e dal consigliere regionale Gianluca Cefaratti, marito della candidata. Un fatto, l’appoggio di Micone, che nessuno ha mai contestato palaesemente ma che ha generato mal di pancia in una parte del centrodestra.

Manca un mese ma c’è da giurare che sarà un mese al calor bianco, poiché non sono solo queste le incognite che allignano su Palazzo D’Aimmo ma anche le posizioni di altri consiglieri interni al centrodestra che vanno affrontate e che potrebbero portare ad una più generale palingenesi istituzionale con effetti anche in Giunta.

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