Una delle pagine più dolorose della storia molisana che abbraccia due paesi, Tavenna e Colletorto. Settantasette anni fa, il 13 ottobre, presso Fonte Canaparo, le truppe nazifasciste fucilarono barbaramente tre ostaggi, a seguito del ferimento di un soldato tedesco da parte di un cittadino del posto per difendere i suoi animali.
Gli ostaggi vennero scelti per caso tra la folla, radunata con la forza delle armi nello spiazzo più ampio del paese. Ignari della tristissima decisione di morte, poco dopo vennero portati alla Fontanella Canaparo. Qui, all’ombra di grosse querce secolari, Giuseppe Di Lena cittadino del luogo e due carabinieri provenienti da Lanciano, Vincenzo Simone di Colletorto e Giovanni Iuliano di Tavenna, furono costretti a scavarsi la fossa. Improvvisamente vennero abbattuti dai colpi del plotone di esecuzione. Ma il carabiniere Iuliano si finse morto e riuscì a scappare. Fu curato da un medico e si salvò.

Alla commemorazione presenti i vertici dell’Arma dei carabinieri, il Generale Carlo Cerrina, il colonnello Emanuele Gaeta e il capitano Alessandro Vergine, il sindaco di Tavenna, Paolo Cirulli, quello di Colletorto Cosimo Mele, il parroco don Vincenzo, lo storico Luigi Pizzuto e le famiglie delle vittime. Da Termoli anche il consigliere comunale Francesco Rinaldi.
Ogni anno per i due centri molisani è il momento della memoria.
Ritrovarsi intorno alle due croci in memoria di Giuseppe Di Lena e di Vincenzo Simone significa stabilire un filo diretto in difesa della vita.
Il passato non va dimenticato e spesso diventa una drammatica lezione. Chi verrà dovrà conoscere, la storia è patrimonio, anche se spesso dolorosa.

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