Da mesi è sceso il silenzio sul caso di Victorine Bucci, la donna di 42 anni di Larino ritrovata il 21 gennaio nelle acque del porto di Termoli all’interno della sua Panda rossa. Un mese di ricerche, dopo la sua scomparsa, e poi il drammatico epilogo. Per quella morte al momento l’unico indagato è il compagno di Termoli, con cui proprio la notte della scomparsa aveva avuto un violento litigio. Un rapporto che da mesi, in realtà, si era logorato. L’accusa per lui è istigazione al suicidio. Ma la vicenda, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, ha ancora molti punti oscuri e non si sa in che direzione stia andando il lavoro della Procura di Larino che dal giorno del ritrovamento del corpo si è chiusa a riccio. Il risultato dell’autopsia è stato consegnato da mesi: per il professor Francesco Introna, Vicky sarebbe morta per annegamento. Anche la perizia sull’auto affidata all’ingegner Giovanni Russo, sarebbe nelle mani della Procura. L’ingegnere più volte è stato nell’officina dove la vettura era tenuta in custodia, più volte è stato anche sul molo, da dove si ipotizza la Panda sia saltata per finire poi in acqua. Un salto che però non avrebbe lasciato segni evidenti sugli scogli. A che conclusione è giunto il perito? La macchina è caduta proprio in quel punto, o è stata trascinata lì dalle correnti? Ipotesi quest’ultima che spiegherebbe anche il perché i sommozzatori a due giorni dalla sua scomparsa non trovarono nulla intorno al molo est. La famiglia in primis vorrebbe saperlo, la mamma di Vicky chiede di conoscere la verità. Il legale della famiglia Eugenio Marinelli, da mesi ha chiesto in Procura una copia della relazione dell’autopsia. Ma dal quarto piano del palazzo di giustizia di Larino non è mai arrivata una risposta.

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