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Attualità - Evidenza - 29 Settembre 2020

Coldiretti Molise: “L’emergenza cinghiali diventi un’opportunità”

“Trasformare un’emergenza in un’opportunita’ di reddito per imprenditori agricoli e cittadini: puo’ essere letta in questi termini l’Azione prevista dal Piano di Sviluppo Locale del Gal Alto MOLISEmirata alla commercializzazione della carne di cinghiale”. È quanto si legge in una nota di Coldiretti MOLISE che ha denunciato piu’ volte la “specie, che abbonda in ogni angolo della regione, essere in cima alla lista dei “nemici” di agricoltori e non solo”. L’iniziativa del Gal, illustrata alcuni giorni fa nel corso di un incontro pubblico a Pietrabbondante, trova, quindi, l’approvazione dell’Associazione che vede nella nascita di una filiera della carne di cinghiale un doppio beneficio: “ridurre il numero, ormai fuori controllo, dei cinghiali sul territorio e creare nuove opportunita’ di reddito anche per gli imprenditori agricoli”. Coldiretti sottolinea che con tale azione si “potrebbe quasi parlare di un risarcimento per le centinaia di aziende agricole e zootecniche che da anni subiscono inermi i gravissimi danni causati da branchi sempre piu’ numerosi di cinghiali che devastano campi e aggrediscono gli imprenditori a lavoro, senza dimenticare i sempre piu’ frequenti e gravi incidenti stradali che questi animali causano agli automobilisti in transito su tutte le strade della regione”. “Se infatti – sostiene Aniello Ascolese, direttore di Coldiretti MOLISE – come abbiamo da tempo chiesto alla Regione, si consentisse agli agricoltori, muniti di regolare licenza di caccia, di sparare ai cinghiali sul proprio fondo durante tutto l’anno, questi avrebbero la possibilita’ di “compensare”, seppur in minima parte, i danni subiti negli anni da questi ungulati. Il tutto – conclude – a vantaggio anche dei consumatori perche’ il cinghiale abbattuto, prima di essere commercializzato verrebbe controllato dal servizio veterinario competente al fine di garantire la sicurezza alimentare, condizione, questa, indispensabile al suo consumo”.

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