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Editoriali - Evidenza - Idee e opinioni - 17 Settembre 2020

Per chi suona la campana

di MICHELE IORIO*

La politica molisana, non molto diversa da quella nazionale, è fatta di annunci e comunicazioni.
Non c’è alcun dibattito se non sterili diatribe su chi deve fare cosa. Nel frattempo il Molise sprofonda nelle crisi sociali. La Regione, anzi, il Consiglio regionale dovrebbe decidere le priorità infrastrutturali e i modelli di servizi pubblici. Si dovrebbe pronunciare, cioè, su sanità – istruzione – trasporti. Invece, tra mozioni e interrogazioni accompagnati dal metodo delle comunicazioni incontestabili del presidente della Regione, passano i giorni, i mesi e pure gli anni. E siamo sempre allo stesso punto.
Volete degli esempi?
In piena crisi Covid, dopo sei mesi, non è cambiato nulla nelle strutture sanitarie, restano le solite piaghe della carenza del personale e nulla si è fatto per prepararsi ad eventuali rinnovate emergenze.
Non è di aiuto la comunicazione istituzionale: i molisani sono costretti ad ascoltare che “va tutto bene” che “siamo bravi” e che “è tutto a posto”.
Perdiamo 4mila residenti all’anno? “Ce la faremo” si sente pronunciare.
E così ci ritroviamo con i lavoratori in cassa integrazioni che sono sempre lo stesso numero se non in aumento, le imprese chiudono o stentano a riaprire. Ma l’annuncio trionfalistico è che la il treno è arrivato in orario.
Il quadro non è incoraggiante, me ne rendo conto. Ma occorre reagire, ribattere, stimolare a fare il proprio dovere a chi ha le leve del potere e per farlo, cari amici di facebook, è necessario confrontarci su queste questioni avviando incontri periodici.
Chi vuol partecipare può farmelo sapere sulla bacheca o in privato.
Dobbiamo costruire e preparare un futuro migliore.

* Consigliere regionale

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