Lo scenario del presidio cambia, dal palazzo della Giunta Regionale a quello del Consiglio; le richieste sono le stesse. Molti i lavoratori Gam oggi davanti a Palazzo D’Aimmo, con i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere di avere quelle risposte che necessariamente devono arrivare prima del 3 ottobre, altrimenti il rischio di una Cassa Integrazione non rinnovata, retrocessione in Solagrital e dunque licenziamento è altissimo. “Siamo disperati” dicono i lavoratori da ormai sei anni alle prese con ammortizzatori sociali e speranze. “La regione ha la responsabilità di trovare una soluzione” continuano.
Attimi concitati, poiché i lavoratori vogliono un faccia a faccia con Toma. In sua vece si presenta l’assessore Marone con il vicepresidente del Consiglio, che annuncia un incontro per martedì. “Alle 16 è stato fissato un tavolo introno al quale si siederanno rappresentanti dei lavoratori, sindacati e la Gam, aspettiamo alcuni atti che entro quella data arriveranno” spiega Marone.
Ma i tempi stringono e lavoratori e sindacati insistono, vogliono che Toma esca. Alla fine il Governatore riceve una delegazione, meno di 10 persone per evitare assembramenti. Al termine dell’incontro è lo stesso Toma a uscire e spiegare. “La comunicazione la inoltro e chi è convocato dovrà essere presente – incalza – perché bisogna mettere al loro posto alcuni tasselli riguardo ammortizzatori sociali, anche quelli relativi al Covid, su cui deve rispondere la Gam. Ci sono aspetti su cui abbiamo chiesto il parere legale”. Insomma, entro martedì si dovrebbe avere un quadro più chiaro.
Ci sono interessamenti di imprenditori per la Gam, ma quella è un’altra partita.
Martedì è vicino, sette giorni, e la speranza, si sa, è l’ultima a morire, specialmente dopo anni di battaglie. Staremo a vedere cosa succederà.

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