Home Attualità Venafro. Nuove opportunità di lavoro con il rilancio delle attività artigianali

Venafro. Nuove opportunità di lavoro con il rilancio delle attività artigianali

Mai come nel periodo presente si è avvertita l’assenza dell’artigianato inteso come attività, lavoro e profitto per tanti. Un tempo gli artigiani e le loro botteghe, ritrovo di umanità e di tanta sapienza e saggezza sociale, erano il punto di riferimento in molti paesi piccoli e grandi della Penisola. Li si incontrava ovunque, su strade principali e nei vicoli e vicoletti più sperduti del paese, ed ogni volta era una scoperta preziosissima intrattenersi con loro, ammirando quanto le sapienti mani sapessero fare. Dalle loro botteghe -in genere polverose e nemmeno tanto ordinate …- usciva il meglio dell’intelligenza dell’uomo, con prodotti manuali perfetti e praticamente unici. Tante le famiglie che per secoli e decenni sono vissute coi proventi del capofamiglia artigiano, divenuto col tempo un punto di riferimento per le nuove generazioni. Chiuse le scuole il 13 giugno infatti, già all’indomani la famiglia mandava il proprio figlio minore “ ai muast’ “, al maestro artigiano perché apprendesse nel corso dell’estate un mestiere manuale con cui eventualmente vivere da grande. E dopo una, due, tre estati da “ i muast’ “, e ricompensato con poche lire giusto per un gelato a fine settimana, finalmente veniva fuori altro validissimo artigiano in erba per proseguire la sapiente tradizione artigianale di falegname, calzolaio, barbiere, fabbro, sarto e via discorrendo. Poi però un brutto giorno mentalità diverse, sistemi di vita nuovi e normative differenti hanno cancellato siffatti criteri, affossando l’artigianato ed impedendo alle nuove generazioni di avvicinarsi all’artigiano ed alla sua sapiente e preziosa bottega. Il risultato ? Una grossa e sostanziosa spallata all’artigianato ed al suo mondo, tanto da veder chiudere tante botteghe artigiane con conseguenze a dir poco disastrose : ossia la graduale scomparsa dell’artigianato e dei suoi saggi protagonisti, un riscontro dagli effetti devastanti ! Oggi finalmente, con la ripresa postcovid e la necessità d’ingegnarsi ex novo per fronteggiare il calo di lavoro e di risorse finanziarie, qualcosa al riguardo sta prendendo a muoversi, riscattando un ambito lavorativo -quello artigianale- per troppo tempo bistrattato, abbandonato e dimenticato. Ecco infatti venir fuori manualità ed intelligenze assolutamente nuove, capaci di produrre lavori eccellenti e da tutti apprezzati. E’ il caso, tanto per citare e senza nulla togliere ad altri ambiti lavorativi artigianali altrettanto validi, di falegnami ed ebanisti in grado di ricavare dal legno pezzi pregiati ed assolutamente eccellenti mercé la loro impagabile manualità. E’ il caso, ad esempio, di splendidi taglieri da arredo, con cui abbellire le nostre case e sui quali affettare di tutto : dal pane al prosciutto, dai formaggi alle verdure, dalla carne ad altro ancora. Pezzi con cui arredare ambienti rustici e pareti di casa o di attività commerciali, contribuendo all’essenziale circolazione di lavoro e moneta del postcovid. Ed allora spazio all’artigianato per la ripresa di tutto e tutti!
Tonino Atella

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