I cercatori di funghi e gli amanti della natura montana dell’isernino lamentano lo scempio che si sta perpetrando in danno dei monti e della vegetazione nella zona cosiddetta “Campitello di Roccamandolfi”, area matesina molisana tra le più belle, ma anche altrove sempre nella seconda provincia molisana. Sentiamo uno di questi, appassionato micologo venafrano : “Si sta distruggendo tutto -attacca il nostro, da sempre amante della natura e ricercatore dei preziosi frutti che collina e montagna molisane offrono, in primis i funghi- col disboscamento sistematico delle alture matesine molisane, evidentemente per ricavarne legna. Nella vasta area montana meglio conosciuta come “Campitello di Roccamandolfi”, dove sino a qualche anno addietro era bellissimo andare e restare data l’accoglienza naturale dei luoghi, e che dovrebbe costituire una parte importante del costituendo Parco Nazionale del Matese, sta man mano scomparendo ogni bellezza ambientale e vegetale. Da tempo si sta procedendo ad un disboscamento sistematico e continuo della zona, con la scomparsa di alberi monumentali. Ne soffre l’intera area di “Campitello di Roccamandolfi”, in gran parte praticamente trasformata, e le stesse strade di accesso risultano rovinate dai tanti mezzi pesanti che transitano per il trasporto della legna tagliata. Si pensi che alcune zone, una volta un autentico piacere per la vista ed accoglienti al massimo, sono oggi addirittura irriconoscibili dato il progressivo disboscamento attuato”. Si può ancora rimediare ? “Il danno all’ambiente -afferma l’uomo- è stato fatto, ma se ci ferma per tempo la situazione con gli anni a venire può essere sanata. Del resto trattasi di un’area importante per il costituendo Parco Nazionale del Matese, per cui non riusciamo a comprendere e giustificare quanto sta avvenendo”. Solo sul Matese molisano disboscamenti così devastanti ? “Purtroppo no”,aggiunge il micologo venafrano. “Di recente avevo raggiunto un’area boschiva nel Comune di Montaquila dove solitamente mi recavo a cercare funghi, e addirittura non ho più trovato il bosco ! Tagliato di netto, sparito e portato via ! Vi lascio immaginare il mio disorientamento e la mia rabbia una volta avvedutomi di quanto era stato fatto !”.
Tonino Atella

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