E’ ripreso stamattina in Corte d’Assise a Campobasso il processo per la morte di Fabio De Luca, detenuto del carcere di Isernia che morì dopo alcuni giorni di ricovero in seguito alle ferite riportate in cella nel novembre di cinque anni fa. Per quella morte sono sotto processo con l’accusa di omicidio tre detenuti dello stesso penitenziario. Il processo di Campobasso riguarda due di loro, il terzo ha scelto il rito abbreviato e l’iter giudizario sta andando avanti al tribunale di Iserinia. In apertura di udienza è stata proprio acquisita una perizia che arriva dal processo in corso a Isernia. Sono stati poi sentiti due testimoni, due medici: il primo Marcello Baldassarere del carcere di Isernia, il secondo Giovanni Luciani del Gemelli di Roma. Quest’ultimo ha riferito che De Luca aveva una frattura alla mandibola che lo stesso dottore aveva accertato a Roma, prima dei fatti accaduti nel carcere molisano. Una frattura dunque non riconducibile alla presunta aggressione subita in cella.

Su fronti opposti le tesi di accusa e difesa sull’accaduto: per la procura l’uomo morì in seguito ad un pestaggio; per la difesa, affidata agli avvocati Roberto D’Aloisio. Nicola Bonaduce e Lorenzo Marcovecchio, invece si trattò di un incidente, una caduta

dal letto a castello del carcere, dove il 45enne salì per recuperare una gruccia. Si torna in aula il 5 novembre per ascoltare i periti delle parti.

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