Torna in riunione martedì il consiglio regionale, dando così vita alla ripartenza reale del dibattito politico in Molise. Un dibattito che solo apparentemente è andato in ferie, perchè sono diversi i focolai che si sono accesi nella pausa pseudo vacanziera dei politici molisani. La questione di fondo da rilevare è il mancato accordo elettorale tra Movimento 5 Stelle e Pd in almeno due elezioni di sindaci di grandi comuni della regione. Il via libera arrivato da Roma non è stato sufficiente ad unire le forze dei due partiti nè ad Agnone, nè a Bojano, solo a Montenero di Bisaccia c’è una parvenza di intesa tra i due partiti, anche se tutto contenuto all’interno di una lista civica. Quello che sostanzialmente è mancato è un discorso comune tra due partiti che, in Molise, sono entrambi all’opposizione, rispetto al governo regionale di Centrodestra. Forse ad Agnone, patria di Andrea Greco, l’intesa sarebbe stata auspicabile e fattibile, ma alla fine, hanno prevalso logiche divisive e non inclusive. Fin qui la politica, con Toma che sembra aver anestetizzato i suoi avversari in consiglio, ma vedremo quanto durerà la pace delle vacanze.

Ci sono poi le vertenze lavoro, che incombono sull’esecutivo e i venti nell’aria sembrano essere venti di tempesta, con gli ex Gam che vedono sempre più a rischio il rinnovo della loro Cassa Integrazione e con un altro fronte che si è appena aperto per i precari dell’assistenza tecnica ai programmi comunitari. Un centinaio di persone a cui la Regione non ha rinnovato il contratto e parecchie tra loro stanno già pensando di aprire un contenzioso legale.

Insomma una ripresa che si preannuncia abbastanza agitata senza dimenticare infine gli appuntanti con la giustizia degli ex consiglieri regionali che chiedono di rientrare, rispettivamente al Consiglio di Stato il 24 settembre e al giudice ordinario il 7 ottobre.

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