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Editoriali - Evidenza - Idee e opinioni - 3 Settembre 2020

Brava Selvaggia, ma i colleghi si rispettano!


Di Angelo Persichilli
La polemica tra la giornalista Selvaggia Lucarelli e il collega molisano Pasquale Damiani è, nella sostanza, alquanto sterile. Si tratta in fin dei conti di due giornalisti che hanno opinioni diverse. La polemica diventa importante in quanto, indirettamente, stimola il dibattito su tre temi interessanti: la libertà di stampa, il futuro del Molise e il carattere dei molisani. Evitiamo quindi gli schieramenti pro o contro Lucarelli o Damiani. Il tema è più complesso.
Personalmente concordo con quello che ha scritto Lucarelli sul Molise, non condivido il commento di Damiani, ma sono decisamente contrario alla risposta della Lucarelli alla critica di Damiani. Ho apprezzato molto il commento della direttrice Manuela Petescia, che condivido in pieno. Parto da quello per fare qualche mia considerazione.
Lucarelli ha scritto cose positive sul Molise e questo fa piacere; ha espresso anche delle critiche, che condivido, sulla gestione delle sue bellezze. Damiani ha ritenuto inopportune alcune di queste critiche ed è nel suo diritto contestarle, come è nel diritto di Lucarelli rispondere. Però vi sono delle regole da rispettare. Damiani, in modo molto pacato, ha respinto una sola critica (le indicazioni stradali) ma poi si è limitato a pontificare sulle bellezze del Molise sulle quali Lucarelli mi è sembrata d’accordo. Un po’ poco per giustificare questo veemente attacco personale.
Comunque, la critica di Damiani, anche se sterile, mi ha anche ricordato qualcosa che riscontro quando rientro nel Molise e parlo con qualcuno di cose locali. Sono i primi a criticare tutto ciò che li circonda, amministratori politici, imprenditori e anche il vicino di casa, ma non ci si può azzardare a fare le stesse critiche alle stesse persone o istituzioni che subito l’interlocutore si chiude a riccio. La frase che mi sento spesso dire è “Tu non puoi capire, non abiti qui” e a volte cominciano a difendere ciò che solo poco prima avevano loro stessi criticato. Un aspetto questo che mi infastidisce parecchio in quanto si può parlare di tutto, Cina, Marte o Giulio Cesare, ma non del Molise se non ci risiedi. Un atteggiamento che capisco, forse dovuto all’affetto per la propria Regione, del tipo del padre che può criticare il figlio ma guai a chi lo tocca. Un atteggiamento simile, se è comunque giustificabile con i figli, diventa puerile e indicativo di altre problematiche quando si parla del futuro della propria regione, quindi del futuro degli stessi figli.
Ripeto, non sono d’accordo con Damiani, ma ciò non significa che non lo rispetto come persona o come giornalista e soprattutto rispetto il suo diritto di esprimere liberamente la propria opinione anche se contraria alla mia.
Un opinionista ha il diritto di esprimere il proprio parere senza essere aggredito verbalmente da chicchessia. Questo diritto è alla base della società civile e soprattutto della libertà di stampa. Dibattere un tema significa parlare del messaggio e, a meno di situazioni gravi particolari che in questo caso non vedo, non si deve offendere il messaggero. Lucarelli poteva facilmente fare il suo punto rilevando che il problema del Molise sta proprio con le persone che non capiscono la differenza tra gli scavi di Sepino e il Colosseo o la Marmolada.
Inoltre, con quella sua spropositata reazione alle critiche di Damiani, Lucarelli ha anche, indirettamente, sostanziato alcune riflessioni sull’atteggiamento arrogante di qualche esponente nazionale. Qualcuno crede di essere al di sopra di qualsiasi critica e si aspetta solo applausi quando si cala in una piccola realtà come il Molise. Non credo sia il caso della Lucarelli e, ripeto, la mia critica riguarda solo ed esclusivamente il suo attacco personale contro Damiani.
Un’ultima osservazione. Mi ha fatto piacere la reazione positiva della maggioranza dei molisani al primo articolo della Lucarelli, ma non condivido l’alzata di scudi di molti altri contro Damiani. Quest’ultimo, in un modo a mio avviso sbagliato, ha cercato solo di difendere il Molise e i molisani; non bisogna dimenticare che la Regione, che ha molti problemi, ha bisogno di persone come Damiani per cercare di risolverli. Gli interventi di Lucarelli sono positivi, da lodare e incoraggiare, ma non bisogna dimenticare che la stampa nazionale può dare solo una spinta per la risoluzione dei problemi, il peso grosso ricade soprattutto sulle spalle della stampa e giornalisti locali. Essi possono sbagliare, ma vanno rispettati, anche quando non si condividono le loro opinioni.

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