Domenica da incubo per il Basso Molise sul fronte incendi. Complice un forte vento bollente di scirocco, decine i roghi scoppiati. I vigili del fuoco di Termoli e Santa Croce hanno lavorato senza sosta su più fronti, richiamando al lavoro anche altre squadre e ricevendo il supporto anche da Isernia e Foggia. A Guglionesi le fiamme sono arrivate fino alla chiesa di Sant’Antonio Abate, già chiusa da tempo. Scintille, provenienti dai roghi della mattina che avevano sfiorato abitazioni e una cabina del gas, hanno raggiunto il solaio della chiesa che ha preso fuoco ed è crollato innescando cosi un nuovo incendio all’interno della chiesa di via Capitano Verri. Questa invece la situazione stamattina, con la chiesa che ora è a rischio crollo, il sindaco Mario Bellotti ha emesso un’ordinanza per la messa in sicurezza che spetta alla Curia e ha interdetto la strada al traffico di mezzi e pedoni. All’emergenza incendi ieri a Guglionesi si è aggiunta quella idrica. Alle 15 l’acqua è stata chiusa perché il serbatoio si era svuotato. Disagi su disagi per i residenti, che con una giornata infernale come quella vissuta sono rimasti pure a secco. L’acqua è tornata un pario d’ore ieri sera e poi di nuovo stamattina. Notte con la paura per molti residenti vicini alle zone dei roghi con il timore di non potersi difendere da una possibile ripresa delle fiamme per assenza dell’acqua. Da queste immagini girate con un drone si vede proprio il percorso fatto dal rogo che ha lambito tutta la collina, cingendo il paese in un abbraccio di fuoco. Situazione molto simile a quella che si era verificata nel 2017, con danni ingenti per il paese. Le indagini sono in corso e l’ipotesi è quella del dolo, o comunque di un incendio acceso per bruciare le stoppie e di cui poi si è perso il controllo. Ma nella giornata di ieri le fiamme hanno interessato anche alcune aziende vitivinicole a Campomarino e parte dell’abitato a Portocannone, dove sono andati distrutti alcuni ulivi secolari. Roghi anche nella zona del Lido di Campomarino, a Palata, a Termoli, Montecilfone, Larino, Montelongo, Guardialfiera e Casacalenda, dove prezioso è stato l’arrivo di un canadair che è riuscito a domare le fiamme nel bosco. Le operazioni sono coordinate dalla Sala operativa unificata permanente del Servizio regionale di Protezione civile e hanno coinvolto anche 7 squadre di operai forestali, 5 squadre delle associazioni di volontariato e 5 direttori delle operazioni di spegnimento, per complessive 50 unità.

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