Salvo imprevisti, il tratto della Trignina compreso tra i due svincoli di Pescolanciano riaprirà il 18 dicembre. Resterà chiuso al traffico per oltre tre mesi per consentire all’Anas di mettere in sicurezza il viadotto Sant’Onofrio. Per farlo sono stati investiti due milioni e mezzo di euro. Il traffico è stato deviato sulle rampe di collegamento tra la strada provinciale Aquilonia e la fondovalle del Trigno. In pratica chi viene da Isernia ed è diretto a San Salvo esce allo svincolo di Pescolanciano e prosegue per qualche centinaio di metri, fino a raggiungere a una rotatoria provvisoria, creata ad hoc. Da qui si torna indietro e di imbocca la rampa che immette nuovamente sulla Trignina seguendo le indicazioni per Vasto e San Salvo. Chi invece proviene dall’Abruzzo entra allo svincolo di Pescolanciano – il primo che si trova subito dopo quello di  Chiauci – va a girarsi alla rotatoria, torna indietro e si immette sulla rampa per Isernia. Questo sistema permette di ridurre i tempi di percorrenza, comunque stimati in circa 6 minuti, fanno sapere dall’Anas. Inevitabile qualche disagio al traffico, ma l’intervento non era più rinviabile. Sono diversi, sulla Trignina, i viadotti che necessitano di manutenzione, a partire dal Gamberale, nel tratto fra Chiauci e Civitanova del Sannio. I lavori di messa in sicurezza – per i quali sono stati stanziati 3 milioni e mezzo di euro – sono a buon punto, ma in questo caso per ridurre al minimo i disagi al traffico si è optato per il restringimento delle carreggiate, consentendo agli operai di lavorare in sicurezza e alle auto di transitare, seppur a velocità moderata. Tale intervento fu sollecitato in tempi non sospetti da un operaio di Civitanova, Giuseppe Padula: durante un’escursione notò che i pilastri si stavano sgretolando. I fatti gli hanno dato ragione.

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