Con ogni probabilità si conoscerà il mese prossimo il futuro della Unilever. Il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe infatti convocare un nuovo tavolo di confronto per fare il punto della situazione. Per molti potrebbe essere proprio questo il momento decisivo di una vertenza che avanti ormai da mesi tra mille preoccupazioni. Tra le le ipotesi in campo, negli ultimi giorni sta prendendo quota quella di un possibile passaggio di consegne. La Univeler potrebbe cioè vendere ad altre aziende lo stabilimento di Pozzilli. A quanto pare manifestazioni d’interesse e potenziali acquirenti non mancano e dunque a breve potrebbero esserci novità importanti. Questa opzione è vista di buon occhio dalla fialc cisal. Per il segretario regionale Antonio Martone è questa l’unica strada per salvaguardare i livelli occupazionali. A suo avviso, infatti, un’eventuale riconversione degli impianti – puntando ad esempio sul riciclaggio della plastica – porterebbe a un consistente taglio del personale. Più di un’azienda in queste ultime settimane ha acquisito informazioni per stilare un piano industriale da proporre al tavolo ministeriale, ma per passare dalle parole ai fatti manca un tassello fondamentale. La Unilever dovrà cioè lasciare in dote al compratore una produzione di 150mila tonnellate annue per almeno dieci anni. Per Martone è questa la strada maestra per dare un futuro ai lavoratori dello stabilimento e dell’indotto. Tutte le altre ipotesi a suo avviso sono solo favole, per questo chiede a tutti – istituzioni, sindacati e lavoratori – di remare nella stessa direzione. In ballo non c’è solo la sopravvivenza della Unilever, ma all’intero territorio.

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