Stavolta il Molise rimarrà alla finestra. Ma le elezioni di settembre, con due regioni confinanti al voto, Campania e Puglia, rischiano di provocare un effetto domino e soprattutto di ridisegnare gli equilibri nel centrodestra. Ad avere i problemi maggiori è proprio la Lega, che in Molise ha perso prima le due consigliere elette: Aida Romagnuolo in provincia di Campobasso e Filomena Calenda in quella di Isernia e poi ha lasciato a piedi nientedimeno che il coordinatore regionale, Luigi Mazzuto, chiamato a rappresentarla nel governo Toma. E così, quella che sembrava la regione laboratorio nel mezzogiorno, per Salvini rischia di diventare l’inizio del problema. Benché sia presente in giunta con Michele Marone, il Carroccio pare aver perso punti di riferimento sul territorio e il brianzolo mandato in Molise a rimettere a posto i cocci, finora ha dimostrato che per tenere unito il partito non basta chiamarsi Colla di cognome. E così, dopo aver perso Mazzuto coordinatore e leghista molisano della prima ora, lasciato per strada due consigliere regionali, perso lo slancio di un paio di anni fa, Jari Colla si trova a fare lo stratega in un territorio che non conosce. La tregua siglata con Toma potrebbe rivelarsi solo apparente. A Isernia il campanello d’allarme è già suonato, con gli esponenti del Carroccio che si sono in qualche modo sganciati. All’inizio dell’estate, Berlusconi, Meloni e Salvini si sono trovati d’accordo a chiedere di tenere bassi i toni, prima del voto delle amministrative di settembre. E il centrodestra molisano, con Toma garante, è stato rispettoso della consegna. Ma se la Lega dovesse uscire ridimensionata nelle regioni del sud, e la Puglia e la Campania sono proprio quelle più in predicato di un risultato del genere, Fratelli d’Italia e Forza Italia potrebbero anche passare all’incasso e chiedere di ridisegnare gli equilibri. Così il Molise, che gli osservatori avevano indicato come l’Ohio perché avrebbe potuto decidere addirittura le sorti del governo nazionale, rischia di tornare a recitare il ruolo della piccola provincia. E per questo, il voto di settembre, potrebbe segnare un nuovo spartiacque anche per Toma e la sua maggioranza.

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