Il sostanziale nulla di fatto con cui si è chiuso l’ultimo incontro convocato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Alessandra Todde non ha fatto altro che alimentare il clima di incertezza e preoccupazione tra i lavoratori dell’Unilever. Le proposte che almeno sulla carta dovrebbero dare un futuro allo stabilimento di Pozzilli convincono fino a un certo punto. Anzi, per il segretario regionale della Fialc-Cisal, Antonio Martone, non convincono affatto: “Sul tavolo – ha detto – ci sono tre proposte di riconversione legate al riciclaggio della plastica, mentre altre due prevedono di passare la produzione a terzi. Ma a quanto pare la Unilever non ha commesse da lasciare in Molise”. Nei mesi dell’emergenza, con grande senso di responsabilità, i lavoratori della Unilever di Pozzilli hanno fatto gli straordinari per consentire alla multinazionale di non subire contraccolpi dalla chiusura dello stabilimento di Casalpusterlengo. Ora, però, tutto torna in discussione. Probabilmente già il mese prossimo si conosceranno le reali intenzioni dell’azienda, ma per Martone le premesse non sono incoraggianti: “Per la Univeler sono due le ipotesi da valutare. A mio avviso l’azienda punta alla riconversione, lasciando tutto nelle mani del Governo. Ma un progetto del genere – ha concluso il segretario della Fialc-Cisal – avrebbe pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali, soprattutto nell’indotto”.

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