Home Attualità Simboli del “ventennio” a Venafro tra fascio littorio, aquila romana ed altro che nel periodo fanno la gioia di turisti e visitatori estivi

Simboli del “ventennio” a Venafro tra fascio littorio, aquila romana ed altro che nel periodo fanno la gioia di turisti e visitatori estivi

Praticamente un po’ ovunque nella Penisola, col Molise che non sfugge a tanto, sono visibili e possono essere fotografati i simboli del “ventennio”, ossia simboli e stemmi del periodo fascista, epoca che teneva tanto all’immagine, alla forma ed alla propaganda. A scovarli e fotografarli sono nel presente tempo estivo i tanti turisti e visitatori in giro ovunque nello Stivale, Venafro compreso. Nel corso di tale “ventennio” -ricordiamo che siamo tra la prima metà degli anni ’20 e i primi anni ’40, esattamente nel periodo 1922/1943- tanti edifici pubblici ma anche numerose costruzioni ed attività private presentavano all’esterno simboli, fregi e stemmi che si richiamavano a tutto quanto atteneva alla propaganda fascista. Fu così che un po’ dappertutto in Italia si decorò, si abbellì e si segnalò con fregi particolari ed unici, tutti riferiti al fascismo ed all’ideologia dell’epoca. Anche il Molise non sfuggì alla regola, meglio alla tendenza del periodo, ed ovunque apparvero su marmo, pietra, ferro ed altri metalli i simboli fascisti, come il fascio littorio, il saluto romano, l’utilizzo della lettera “V” in luogo della “U” e l’aquila romana. Simbologia che intendeva inneggiare all’idea della grandezza dell’Antica Roma, a cui il fascismo tanto si richiamava. Dal che ovunque in Italia apparvero su edifici pubblici, lungo le arterie principali, nelle attività lavorative, su piazze, strade importanti ed abitazioni private simboli, fregi e stemmi quali fasci littori, aquile e saluti romani, nonché “V” e simbologie analoghe. Venafro non sfuggì a tanto ed ancora oggi girando per l’abitato cittadino, cosa che fanno in tanti nel periodo estivo un po’ per amore dell’arte, dell’ambiente e della storia ma anche per svago e turismo,  è possibile imbattersi in tutto questo, a testimonianza della capillare propaganda del regime dell’epoca sia nelle maggiori città che nei piccoli centri. A Venafro infatti sono tuttora visibili il fascio littorio su marmo, apposto nel corso del “ventennio” dall’allora Consorzio Venafrano di Bonifica quale segnaletica stradale ad inizio dell’attuale Via Maria Pia di Savoia, quindi una magnifica aquila reale su metallo all’esterno di un immobile privato nel centro cittadino ed altro simbolo analogo quale fregio superiore di una tabella segnaletica stradale situata su piazza Vittorio Emanuele II, tabella che si è ritenuto di non rimuovere nonostante interventi di ristrutturazione dell’immobile privato. Alcuni particolari di siffatti simboli, tanto ricercati -come detto- da turisti e visitatori. Il marmo del Consorzio Venafrano di Bonifica col fascio littorio scolpito all’esterno trovasi alla base del ponte in cemento armato che scavalca Via Maria Pia di Savoia e sul quale corre la linea ferroviaria. Per non asportarlo si ritenne di lasciarlo dov’era colandovi tutt’intorno ferro e  cemento, e le cose da allora così sono rimaste. La segnaletica metallica stradale di piazza Vittorio Emanuele II, sormontata da aquila romana stilizzata, riporta le distanze chilometriche ad inizio ‘900 tra Venafro e le città maggiori più prossime. In genere, distanze più consistenti rispetto all’attualità. Se infatti Isernia continua a distare 22 km. da Venafro così come riporta la citata tabella di epoca fascista, a significare che le distanze stradali tra Venafro ed Isernia non sono cambiate nell’ultimo secolo, ben diverso è il resto citato nella segnaletica. La tabella infatti indica che Cassino disterebbe da Venafro 30 km., mentre oggi grazie alla galleria Nunziata Lunga si è scesi a 22 km. e soprattutto sono chilometri più agevoli da percorrere essendo stato eliminato il valico delle Tre Torri. Maggiore invece era la distanza Venafro/Roma ad inizio ‘900, rispetto all’attualità. Nei primi decenni del secolo scorso, stando alla tabella in questione, per raggiungere Roma occorrevano ben 170 km, mentre oggi partendo da Venafro si è nella Capitale dopo 120 km. grazie all’A/1. Questi alcuni simboli del ventennio a Venafro. Il tempo avanza, uomini e mode cambiano, altrettanto fanno le idee “camminando” sulle gambe di uomini e donne, ma Venafro continua a conservare i segni della propria storia recente, quali testimonianze importanti e significative.  Tonino Atella

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Amministrative, a Pietracupa terzo mandato consecutivo per Camillo Santilli: orgoglioso di questo risultato

Dopo due mandati consecutivi, Camillo Santilli confermato sindaco di Pietracupa. La lista …