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Attualità - Evidenza - 12 Agosto 2020

Movimento consumatori: “Non si richiuda la linea ferroviaria Campobasso-Termoli

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Il Movimento consumatori di Campobasso rimarca che la linea ferroviaria Campobasso-Termoli non va chiusa. Per storia passata la riapertura sarebbe di nuovo un miraggio. Ferrovie dello Stato mantenga l’impegno, il Governo regionale non ceda. E’ il pensiero espresso dal Presidente del Forum del Trasporto Pubblico locale Filippo Poleggi.

“Si faccia un elenco dei problemi emersi che – ha spiegato – dalle proteste e dai reportage appaiono risolvibili in corso d’opera. Come ha subito rilevato Vittorio Moffa, unico, storico, rimpianto direttore molisano di Trenitalia che in pensione si è unito a noi, andnavano fatti3 giorni di pre esercizio e figuraccia per FS, delusine dei pendolari si sarebbero potuto evitare anche con un breve rinvio .Ricordiamo a FS che per non aggiungere costi, per non creare ostacoli, per il bene del Molise e di noi cittadini abbiamo acconsentito ai lavori di elettrificazione in esecuzione con la sospensione dei treni, non ce ne faccia pentire”.

“Abbiamo molte cose da dire; la citazione di Vittorio Moffa – ha continuato Poleggi – ci da l’occasione di richiedere nuovamente che sia nominato un Direttore molisano, che diriga dal Molise; senza offesa per l’attuale direttore che ha a che fare con il comparto di Napoli, la differenza c’è, eccome. Non abbiamo celebrato e non ci siamo celebrati per l’evento ma ci sono cose che vanno ricordate. La storia tormentata della Campobasso – Termoli comincia all’inizio degli anni 2000, quando FS comincia a programmare le sospensioni estive della tratta in questione giustificate con la necessità di eseguire lavori di manutenzione e di ammodernamento con la sostituzione dei binari con quelli più lunghi per ridurre i tempi”.

“Il lavoro fu eseguito dopo qualche anno con binari non di ultima generazione. Poi arrivò la chiusura con le nostre azioni, purtroppo solitarie. Possiamo ricordare la nostra lunga battaglia – ha detto ancora – per riportare nel Molise il DCO (Direzione Centrale Operativa)che governava la rete molisana, trasferita inefficacemente e disastrosamente prima a Bari e poi a Napoli, uno dei fattori che hanno determinato gli anni del caos delle ferrovia molisana con il rilievo recente, in occasione della programmazione dei lavori di elettrificazione, della sterminato numero di passaggi a livello vecchi e malfunzionanti”.

“Un paio di volte, collegandoci ai progetti di INTERPORTO a Termoli e riflettendo sul fatto che la ferrovia molisana, dopo l’arrivo a Campobasso dell’ultimo treno da Roma, resta chiusa per almeno 5 ore, proponemmo che venisse utilizzata per traffico merci, da Termoli al Tirreno, scavalcando il passo di Vinchiaturo, il più basso dell’Appennino. Presidente Toma – ha sottolineato Poleggi – è tempo di progettazione; si potrebbe tecnicamente considerare. Quando a Novembre dell’anno fatidico avemmo l’indiscrezione sulla prossima chiusura chiedemmo un incontro con i Comuni interessati proponendo una risposta polemica e nonviolenta, l’organizzazione e la proposta di un tur natalizio utilizzando natività, mercatini e altro che tutti avevano già programmato, ma i Comuni non fecero in tempo ad organizzare la proposta. Poi sono seguiti gli anni della rivendicazione oggi pare finalmente ascoltate..”

“E’ chiaro – ha concluso – che la linea ferroviaria va ripensata, innovata, modernizzata ma vogliiamo ricordare, a proposito di tempi lunghi della percorrenza si tutta la tratta, che però da Larino il tempo è competitivo e anche da Casacalenda a noi sembra preferibile ad altri mezzi. Un ultimo messaggio per FS: senta gli autisti dei bus sostitutivi per rilevare che, con i posti contingentati , hanno dovuto lasciare a terra molti cittadini”.

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