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Ru Maccature: una grande passione per il ballo e per il folklore

 

di LIA MONTEREALE

Michele Castrilli, presidente del gruppo Folk Ru Maccature e Assessore marketing e programmazione nella Giunta Nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, ci racconta la sua passione per le danze popolari di gruppo.

Come nasce la sua passione per la danza e nello specifico per il balli folcloristici, considerato che ha svolto la professione di informatico, il che farebbe pensare prevalentemente a numeri, codici e tanta razionalità?
In effetti la passione per il folklore è antecedente a quella per l’informatica, basta pensare che il mio impegno nel gruppo folk Ru Maccature parte dal 1971 e il mio primo pc, il mitico ZX Spectrum, è stato prodotto solo nel 1982. La passione per la danza nasce dalla voglia di attività fisica in un periodo dove le alternative per attività motorie e ricreative non erano tantissime. In particolare poi la danza folkloristica mi ha appassionato perché racchiude le peculiarità delle danze popolari in una forma organizzata a gruppo, adatta ad uno spettacolo al pubblico, che crea anche irripetibili momenti di condivisione e interazione. Esaminare le origini e i significati delle danze popolari inoltre permette di comprendere, come se fossero “algoritmi”, usi, costumi, dominazioni, spostamenti dei popoli tramite ragionamenti razionali non distantissimi dalle logiche informatiche.
Questa attività mi ha portato anche a ricevere nel 2015 l’importantissimo riconoscimento di “Padre del Folklore” che ogni anno la Federazione Italiana Tradizioni Popolari assegna a persone che si sono distinte nell’attività a favore delle tradizioni. Dallo scorso settembre inoltre sono stato eletto, in qualità di Assessore, nella giunta nazionale con delega alla programmazione e al marketing.

Quando ha fondato il Gruppo Ru Maccature? E perché proprio il nome Ru Maccature?
Il gruppo di Carpinone nasce nel 1971 con il nome originario di “Usignoli della Pentria” che effettua la sua attività fino al 1980 ed in questi anni mi vede come giovane componente dell’associazione. Dopo 7 anni di inattività nel 1987 la voglia di poter ricominciare l’esperienza mi induce, grazie alla collaborazione di alcuni cari amici, a rifondare il gruppo di cui divento anche presidente. In tale occasione decidiamo di modificare anche la denominazione in quella attuale per mettere in risalto una danza Carpinonese chiamata appunto “Ru Maccature”. Tale danza tipica delle feste nuziali consisteva in un intreccio di fazzolettoni colorati con il quale gli invitati solevano dare il loro augurio per una vita coniugale felice ai novelli sposi. La danza si concludeva con i ballerini che, tramite i fazzoletti, formavano una stella che simbolicamente doveva avere il compito di guidare la nuova famiglia. Dal 1987 il gruppo ha iniziato anche un’intensa attività internazionale che lo ha visto esibirsi in diverse tournée in Europa.

Ci parli del festival del Folklore che organizzate tutti gli anni. Da quanto tempo esiste? Chi coinvolge? È prevista una edizione anche per quest’anno?
Il Festival Internazionale del Folklore di Carpinone quest’anno avrebbe raggiunto la sua XXI Edizione. Purtroppo non potrà essere organizzato, a causa dell’emergenza sanitaria tutt’ora in corso per la diffusione del coronavirus. Il Festival è partito nel 1992, ma solo dal 2006 ha avuto uno svolgimento fisso annuale. La manifestazione è una delle più importanti in Italia per numero di gruppi folk e nazioni rappresentate in una sola serata. Negli anni passati hanno calcato il palco almeno 1000 artisti componenti di gruppi provenienti da più di 100 differenti nazioni e da tutti i continenti. La Rassegna ha la sua serata più importante il giorno 12 agosto dove tra la sfilata pomeridiana e lo spettacolo serale si crea un tripudio di suoni e colori a cui assistono estasiati migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Grazie alla collaborazione con l’associazione le Rotaie è solito arrivare in paese in occasione del festival un treno storico speciale denominato “Treno del Folklore” che in genere porta 400 ospiti provenienti da ogni parte della penisola. Ma come dicevamo, per quest’anno abbiamo dovuto annullare tutto, con la speranza di poter riprogrammare il Festival quanto prima. Il Festival costituisce un’occasione importante di confronto tra le varie culture. Si respira lo spirito coinvolgente di integrazione, amicizia e voglia di divertirsi che è una delle caratteristiche del folklore in tutto il mondo.

(Foto di Christopher Margiotta)

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