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Editoriali - Evidenza - 31 Luglio 2020

Fermare la scia di sangue nelle strade molisane

di Vincenzo Musacchio*

Le morti continue, in primis, di tanti giovani, nelle strade molisane e il gioco dello scaricabarile segnano il fallimento delle autorità locali, d’accordo solo nel rimbalzarsi le colpe. Tutti noi molisani conosciamo lo stato della nostra viabilità e i pericoli incombenti che essa cela. I dati più preoccupanti ci dicono che negli ultimi due mesi ci sono stati circa trenta decessi per incidente stradale. In pratica un giorno sì e uno no, si muore anche a causa della nostra pessima viabilità. Questi sono dati parziali, perché prendono in considerazione solo le notizie giornalistiche e non i dati reali censiti dalle autorità competenti. In Molise lo stato precario delle strade, tuttavia, si è trasformato in vero e proprio inferno, spesso, per incapacità nella gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni locali preposte. Le condizioni deficitarie della viabilità, l’accresciuta potenza delle nuove generazioni di motori e la responsabilità del conducente creano un mix letale che fa si che la scia di sangue sulle strade molisane sia divenuta molto preoccupante. Una buona parte dei sinistri e dei decessi si potrebbero evitare se le strade fossero conformi ai requisiti minimi di sicurezza e ovviamente se alla guida si applicasse quel mix d’intelligenza e di prudenza, comunemente chiamato buon senso.

Il dramma nel dramma è che la morte di tanti giovani è diventata intollerabile soprattutto se chi anche davanti a una simile strage rifiuta di prendersi la responsabilità della propria inerzia. In Molise come altrove non si è fatto abbastanza. E’ inutile girarci intorno, nella nostra regione la gran parte degli incidenti è dovuta al pietoso stato delle strade e alla segnaletica, in molti casi errata o illeggibile. I dati dicono che quasi la metà dei cartelli non è a norma di legge. Negli ultimi mesi il numero di incidenti stradali è in forte aumento. Sono ancora molti, troppi, coloro i quali perdono la vita o rimangono feriti in un incidente stradale. Basta farsi un giro per qualche ora nelle nostre strade per rendersi conto dell’effettivo stato: buche, in alcuni casi voragini, lavori in corso, manto stradale spesso rattoppato non nel migliore dei modi, corsie a larghezza ridotta, deviazioni, strade dissestate, cunette piene, insomma un continuo pericolo per motociclisti e automobilisti.

A denunciare l’incuria delle nostre strade e a confermare il nostro assunto è l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, secondo la quale il 60 % degli incidenti è causato dalla scarsa manutenzione stradale. Sempre i dati in nostro possesso ci confermano che il 40% dei sinistri avviene per responsabilità del conducente, mentre il 30% è causato dalla mancata manutenzione delle strade e il restante 30% dalla segnaletica inadeguata. Questo problema era già stato portato alla luce nel 2019 ma nel frattempo nulla è stato fatto, anzi, la situazione sembra essere peggiorata. Questa situazione è un’emergenza sottovalutata che provoca ogni anno morti e feriti, oltre a portare a ogni utente della strada danni e costi. Il dissesto stradale è una conseguenza insita nell’usura del materiale usato per la copertura, ma potrebbe essere mantenuto a livelli di minor pericolo con un’adeguata e tempestiva manutenzione e usando, nel momento della costruzione delle strade, metodologie più efficienti e asfalto di maggiore qualità. Non sono rari, infatti, i casi d’incidenti causati dalle “buche-killer”, per i quali l’ente pubblico responsabile della strada è tenuto a risarcire il singolo individuo a causa dell’uso di asfalto non a norma o per non aver garantito una costruzione e una manutenzione adeguata. Ci sono nuove tecnologie in cui l’Italia è antesignana tipo l’asfalto drenante che permetterebbe ad esempio di ridurre notevolmente lo scorrimento dell’acqua sul manto stradale, a beneficio della sicurezza degli automobilisti e dei motociclisti. Laddove è stato utilizzato con criterio gli incidenti sono calati quasi della metà. Viste le innumerevoli morti, forse è giunto il momento per il Molise di dotarsi di un efficace progetto regionale per la prevenzione degli incidenti stradali.

*giurista

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