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Apertura - Evidenza - Politica - 30 Luglio 2020

Deleghe ai consiglieri, Toma trova la ‘quadra’ e rispetta i patti con il centrodestra

di Giovanni Di Tota

Alla fine i conti sono tornati e pur con qualche sforzo, la quadratura del cerchio alla fine è stata trovata.

Dopo aver rimescolato le carte in giunta, con la staffetta sulla poltrona di sottosegretario tra Quintino Pallante e Roberto Di Baggio, il presidente Toma è stato ai patti e ha affidato ai consiglieri del centrodestra incarichi di sottogoverno.

Fino a qualche settimana fa, quando la maggioranza aveva chiesto in blocco la sostituzione dell’assessore esterno con un consigliere scelto tra gli eletti, si era addirittura fatta strada l’ipoteso di un ritorno anticipato alle urne.

Poi, le diplomazie messe in campo, ma anche l’intervento dei partiti nazionali che hanno chiesto di abbassare i toni anche in vista delle prossime elezioni regionali, sono riusciti a riallineare anche gli scontenti. Tanto che la mozione di sfiducia, nel frattempo predisposta da Movimento 5 stelle e Pd, è stata ricacciata indietro in modo compatto.

Ora sono arrivati gli incarichi per Filomena Calenda, che avrà il compito di avere rapporti con gli ambiti territoriali sociali e monitorare le attività di erogazione dei servizi; la delega alla protezione civile ad Armandino D’Egidio; l’integrazione dei servizi socio-sanitari a Gianluca Cefaratti, mentre Andrea Di Lucente si occuperà della semplificazione amministrativa e della agenda digitale.

Tutti e quattro dovranno seguire le materie attribuite in raccordo con il presidente della Giunta nel caso vengano organizzati tavoli, riunioni politiche e istituzionali, e a tutti è stato chiesto di svolgere l’azione politica nel rispetto delle linee programmatiche approvate dal consiglio.

Rispetto alla maggioranza originaria, scaturita dalle urne, restano esclusi da ogni incarico di governo Aida Romagnuolo, che riveste il ruolo di segretaria della presidenza del consiglio, e l’ex governatore Iorio, quest’ultimo da tempo su posizioni di battitore libero.

Rimessa la nave nella rotta giusta, Toma sembra poter guardare con maggiore tranquillità alla boa della legislatura: è riuscito a tenere a freno i bollori di alcuni, rispettando in pieno la richiesta di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia di evitare una baraonda in vista delle regionali a settembre e ha come unico scoglio da evitare quello della presidenza del consiglio, con Salvatore Micone in scadenza e in odore di assessorato. Ma da qui a novembre, il mare ora segna calma piatta.

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